SULLO SCIOPERO DEL 27 GENNAIO E SULLE AZIONI RIVENDICATIVE
La prima fase della manovra del governo Monti è compiuta con il consenso di un’ampia e articolata maggioranza parlamentare, che riunisce centro destra e centro sinistra, favorevole a far pagare, come sempre ai lavoratori, il costo di una crisi in cui una parte dei padroni, delle banche, degli speculatori e della finanza internazionale continua a intascare profitti e rendita finanziaria. Seguirà nei prossimi giorni la seconda fase, centrata sul mercato del lavoro e sulle nuove misure in tema di flessibilità in uscita; si tratta insomma della modifica dell’art.18 e della libertà di licenziare, richiesta a gran voce dalla Confindustria con il consenso della destra e del centro sinistra.
Ci riducono il potere d’acquisto ed il valore reale di pensioni e salari ma evitano di tassare i profitti, la rendita finanziaria, i mega stipendi di dirigenti pubblici e privati.
Ci fanno pagare le tasse sulla prima casa dopo che ci costringono ad acquistarla perché ci sfrattano e perché non ci sono abitazioni in affitto a prezzi sostenibili per le nostre tasche.
Ci aumentano l’IVA, l’Irpef locale, i ticket sanitari e le accise sulla benzina mentre l’inflazione è già al 3,5% ed erode la nostra busta paga, quando abbiamo la “fortuna” di averla, mentre la nostra pensione e il nostro salario sono bloccati, mentre ci licenziano, siamo precari, in cassa-integrazione o in mobilità.
Ci allungano l’età pensionabile e riducono l’importo delle pensioni con il sistema contributivo e ci costringono a lavorare di più ed a entrare nei fondi pensione, che dall’inizio della crisi stanno azzerando i contributi versati dai lavoratori .
Ci dicono che le aziende devono essere aiutate in un momento di crisi come l’attuale e mentre ci aumentano le tasse le riducono alle aziende; cancellano il contratto nazionale ed imprimono una svolta autoritaria nelle relazioni sindacali.
Ci dicono tutto questo ma occorre fare qualcosa, non bisogna restare passivi.
Certo, il terreno delle lotte rivendicative è divenuto sempre più ostico. Vi è, in questa fase, una oggettiva difficoltà delle lotte a ottenere risultati evidenti per tutti.
Le industrie chiudono, la precarizzazione rende sempre più ricattabili, i salari scendono, i prezzi aumentano, le privatizzazioni avanzano, bisogni sociali come la salute o l’istruzione vengono sempre meno garantiti. Lo Stato avanza nella sua funzione repressiva (vedi ad esempio gli ultimi arresti NO TAV) e si ritira nella sua funzione assistenzialistica, mentre la voracità dei Signori del Denaro e del Potere sembra non placarsi mai.
A questo stato di cose l’unica risposta pensabile è una risposta articolata e necessariamente combinata. Da un lato bisogna rilanciare una grande stagione di azione diretta rivendicativa, che non deleghi a nessuno la difesa di ciò che rimane delle conquiste sociali del passato e che combatta in sé stessa ogni possibile burocratizzazione.
Dall’altro va sviluppata una vasta pratica di sperimentazione autogestionaria che cominci, nei limiti delle forze a disposizione, a rispondere direttamente alla soddisfazione di quei bisogni sociali sempre più drammaticamente insoddisfatti, sottraendo alla mercificazione alcuni segmenti della vita sociale.
Gruppo Anarchico Kronstadt Pisa
Ci riuniamo tutti i mercoledì dalle ore 18:15 in Vicolo del Tidi, 20 Pisa
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