Foglio anarchico e libertario del gruppo Kronstadt Toscano

Kronstadt – Foglio Anarchico (Aprile 2015)

Kronstadt – Foglio Anarchico (Aprile 2015)

E’ uscito il nuovo numero di Kronstadt (Aprile 2015)

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Sommario di questo numero:

  • Internazionale
  • L’autonomia democratica nei cantoni del Rojava
  • Bil’in – 10 anni di lotta unitaria e persistente
  • Kurdistan: Una Rivoluzione necessaria
  • Appello per la liberazione di Alexandre Koltchenko
  • Addio zio Bernard!
  • Nasce la federazione anarchica
  • Il pensiero unico della democrazia ovvero il totalitarismo democratico
  • Capitalismo
  • TIP e TISA: verso la dittatura
  • Storia
  • A 70 anni dalla Liberazione Partigiana – Scritti di Camillo Berneri su fascismo e antifascismo
  • La Repubblica dei Consigli Bavarese 1918/19
  • Riflessioni
  • Liberiamoci dalla psichiatria
  • Cultura
  • Il lato estremo della musica: Grindcore
  • Del principio di autorità, della libertà e della barbarie avanzante
  • Rubriche
  • Scienza e Anarchia: I fabbisogni alimentari del mondo contro la nocività delle multinazionali

Editoriale:

Un nuovo giorno ed ancora nuovi arresti. Sono stati imprigionati/e 4 esponenti della sinistra indipendentista basca che davano supporto a detenute/i che hanno fatto parte di Euskadi Ta Askatasuna (Eta), e successivamente con l’Operazione Piñata (pentolaccia), un nome che è tutto un programma, vengono arrestati 39 anarchiche/i in diverse città dello Stato spagnolo.
Come sempre non è casuale che s’imprigioni la dissidenza antisistemica più combattiva e le persone che si oppongono solidalmente all’istituzione totale carceraria, l’intento è reprime e isolare.
Alla base di questi fatti verificatisi nella penisola iberica incontriamo certe dinamiche ben note. Il giornalista e saggista spagnolo Eduardo Haro Tecglen1 già anni fa affermava che “per qualsiasi delitto compiuto su larga scala, i primi sospettati che compaiono sulla lista degli inquirenti appartengono all’ETA, ma se persino altri gruppi terroristici non sono imputabili di tali fatti, restano sempre gli anarchici come asso nella manica, per l’individuazione del colpevole e per giustificare periodiche ondate repressive”.
Il fatto è che l’anarchismo è “colpevole” di andare in direzione ostinata e contraria rispetto al dispotismo del potere costituito e agli autoritarismi di ogni tipo e colore, esso va controcorrente ed è quindi il “mostro” ideale da dare in pasto alla cosiddetta opinione pubblica. La massima di Tecglan continua ad essere valida ed attuale, la criminalizzazione dell’anarchismo è un classico intramontabile2.
Al di là delle cause da cui deriva l’inasprimento generale del controllo in Spagna, nello specifico con la creazione della Legge di Sicurezza Cittadina (o ley mordaza) e l’inasprimento del Codice Penale che colpisce le pratiche dei movimenti sociali e i migranti, troveremo la tattica repressiva utilizzata nei diversi stati-nazionali contro ambienti anarchici, sempre tradotta allo stesso modo: attraverso incarcerazioni di massa coadiuvate da teoremi pre-confezionati e strumentali imputazioni di “terrorismo”. Marini, Cervantes, Caso Bombas, Caso Ardire, l’Operazione Pandora3,4 ed il suo seguito, la nuova Operazione Piñata, rientrano nella stessa logica, dimostrando la strategia di fondo incentrata non nel determinare responsabilità rispetto a fatti realmente accaduti, ma bensì volta a colpire spazi anarchici specifici, esercitando così un controllo ferreo sul movimento anarchico in generale. È di fatto l’applicazione del così detto “diritto penale del nemico”, formulato dall’ideologo nazista Carl Schmitt, che prevede l’incarcerazione destinata solo per “alcuni”: per coloro che rivendicano, senza ambiguità, lo scontro con il potere; per coloro che insistono sull’autonomia e la libertà senza restrizioni; per quelli che utilizzano tutta la loro creatività e volontà per costruire reti d’appoggio e solidarietà con i compagni imprigionati dal dominio vigente per il loro desiderio di libertà e giustizia sociale …
Questo concetto è fondamentale oggi più che mai, anche perchè se il paravento dei diritti civili e politici sbandierati dallo stato di diritto liberale e borghese ha reso il discorso più complesso, sono comunque passati già due decenni da quando Giorgio Agamben5, filosofo della bio-politica, sottolineava la permanenza nei “sistemi democratici” di ciò che un tempo si chiamava stato d’eccezione.
Ormai le situazioni reali sono andate ben oltre il permanere di restrizioni a quelle libertà considerate fondamentali persino da uno stato di diritto fondato sui principi della rivoluzione borghese.
Dal Messico all’Italia, passando per la Grecia e gli Stati uniti d’America e giungendo fino in Spagna, come esaminato in questo breve editoriale, è sistematica l’approvazione di leggi-capestro che operano una radicale e permanente torsione degli stessi principi formali democratico-liberali, sono sistematiche le interdizioni da principi costitutivi considerati “fondamentali” dall’ideologia dominante e alla base della legittimazione stessa dello stato di diritto.
Purtroppo questo non è un gioco di parole ma la realtà dei fatti e quando le circostanze pratiche rendono più dificile, se non impossibile, l’esercizio di alcuni “benefici” tra i primi a farne le spese sono i rivoluzionari e fra questi troviamo normalmente gli anarchici.
La repressione si sviluppa contro le diverse azioni/iniziative/lotte messe in pratica dai soggetti che resistono e si oppongono a tutto questo; da parte nostra abbiamo come antidoto più efficace e potente la pratica della solidarietà che è la chiave per mantenere vive queste lotte.
E non possiamo dimenticarci della violenza costante che esercita lo Stato contro tutte le forme di dissidenza e posizioni contrarie a questo sistema di distruzione dell’essere umano. Per questo non possiamo lasciarli soli. Ribadire ancora una volta che l’anarchia non accetta, nè si adatta a alcun tipo di frontiera. Solidarietà.
Senza giustizia non ci sarà pace. Libertà per i detenuti.
Fuori compagni dalle galere dentro nessuno solo macerie!
Auguri a chi lotta
“Se ci perserguitano? E bene: è logico che ci perseguitino,
perchè noi siamo una minaccia costante contro il sistema che loro rappresentano.
Per far sì che non ci perseguitino dovremmo conformarci alle loro leggi,
adattarci de integrarci al loro sistema, burocratizzarci fino al midollo
ed essere dei perfetti traditori… Però, vogliamo essere così? No.
Quindi questa pratica quotidiana debe nutrirsi della nostra immaginazione creatrice.
La nostra forza risiede nella nostra capacità di resistenza. Ci potranno spezzare però
non dobbiamo mai piegarci davanti a nessuno”
-Buenaventura Durruti-
Note
1)http://www.eduardoharotecglen.net/blog/
2)http://www.desmontaje4f.org
3)http://www.autistici.org/cna/2015/03/27/spagnauno-scritto-di-francisco-solar-sul-caso-pandora/
4)http://tokata.info/chile-declaracion-publica-de-la-agrupacion-de-amigos-y-familiares-por-la-libertad-de-los-detenidos-del-14-de-agosto-caso-bombas/
5) http://www.filosofico.net/agamben.htm