Foglio anarchico e libertario del gruppo Kronstadt Toscano

Se sei un No TAV e parti da Milano, niente corteo (cos’è successo il 21 febbraio da Milano a Torino)

Se sei un No TAV e parti da Milano, niente corteo (cos’è successo il 21 febbraio da Milano a Torino)

Cosa è successo.

Dalle 8.00 del mattino la stazione centrale di Milano inizia ad essere presidiata dalle forze dell’ordine, a controllare non si sa bene cosa. Qualche ora dopo, un gruppo di no tav (diciamo una settantina, arrotondando per difetto) arriva in stazione e, con un biglietto collettivo, sale sul treno che doveva partire alle 11.18 alla volta di Torino. Iniziano i controlli a tappeto sul treno, arriva l’antisommossa che si schiera all’inizio del binario e davanti ai vagoni pieni di no tav, mentre un gruppo folto di digossini inizia a parlare con gli attivisti. Bisogna pagare tutti i biglietti, anche i pochi non coperti dal biglietto collettivo. Inizialmente gli attivisti si rifiutano “piuttosto occupiamo i vagoni”; la risposta è chiara e arriva dalle forze dell’ordine, che comunicano al capo treno e ai controllori “la situazione è semplice: o si regolarizzano o il treno non parte”. Infatti, il treno delle 11.18, certamente pieno di no tav, ma anche di altri passeggeri, non parte. Inizia una lunga trattativa che, non soltanto blocca la partenza di un altro treno (quello delle 12.18) ma si conclude con il pagamento da parte degli attivisti dei biglietti scoperti e di una multa. Insomma, nel giro di un’ora e mezza sono stati pagati più di 500 euro tra biglietti e multe. Intanto, i passeggeri “normali” hanno cambiato tre treni, tutti e tre rimasti fermi, salendo ad uno ad uno, dall’unica porta aperta del treno, con uno o due controllori che chiedevano il biglietto.

Agghiacciante.

Poco prima delle 14.00, pagato il salato conto, e dopo tre treni non partiti, due treni pieni partono da Milano direzione Torino.

Alla stazione di Rho il treno si ferma come di consueto ma non riparte pochi minuti dopo. Il capotreno comunica “problemi di ordine pubblico” dovuti da “manifestanti” che, a quanto pare, anche a Rho volevano salire senza biglietto. Peccato che fuori non c’è nessuno se non, ancora, antisommossa e digos. Dopo mezz’ora ripartiamo, con in testa l’idea, sempre più chiara, che questo treno non lo guida più un macchinista, che il capotreno non parla più per bocca sua.

Il treno dunque riprende il viaggio, iniziamo a chiamarlo “treno speciale”: partito a luci spente (solo poi accese) non annunciato in nessuna stazione, totalmente fuori orario, con poche porte utilizzabili. Arriviamo alla stazione di Novara. Anche qui, ci fermiamo ma non ripartiamo. Arrivano poco dopo gli altri due treni da Milano che, nella mattina, erano saltati. Arrivano e si fermano, anche loro. Tutti scendono dal treno e, ancora una volta, veniamo accolti in stazione da antisommossa e digos. Passano i minuti e non si muove nulla, non si capisce il motivo del blocco che ormai non coinvolge solo i treni Milano-Torino ma che diventa di tutti i binari dei treni. Quando lo speaker della stazione annuncia che i treni da e per Milano avrebbero subito tutti dei ritardi imprecisati a causa di “manifestanti notav” allora tutto diventa molto più chiaro e palese: non dobbiamo arrivare a Torino, assolutamente. Non importa se la stazione è anche piena di gente pendolare, lavoratori, famiglie. A Torino non si arriva. Il gruppo di no tav torna dunque a fronteggiarsi con la polizia, blocca per pochi minuti i binari della stazione gridando “Il corteo lo faccio qui!”.

La conferma dello squallido gioco delle forze dell’ordine arriva, quasi sottovoce, da uno di FS quando ammette che non decidono loro, che non hanno idea di quando si sbloccherà la situazione, che dipende dal Prefetto. Se per lui va bene, si parte, altrimenti si sta lì.

In stazione si crea un gran caos: da un lato i no tav che giustamente denunciano un blocco ingiustificato dei treni; tutto intorno gli altri passeggeri che tentano di capire, chiedono, si arrabbiano, sbuffano. Dopo le 16.00 lo speaker annuncia la partenza del treno verso Torino “dal binario 3”. Si sale tutti insieme, stretti stretti, sull’ennesimo “treno speciale” della giornata.

Dopo poco più di un’ora si arriva a Porta Susa ma, se sei no tav, non scendi lì: la polizia, sempre in antisommossa, è lì pronta ad accogliere il gruppo milanese. Si tira dritto a Porta Nuova dove, essendosi conclusa la manifestazione, un gruppo di compagni presenti al corteo ha raggiunto la stazione per accogliere “i milanesi”. Si riesce ad uscire dalla stazione e, in una Torino bagnata e militarizzata, si parte in corteo spontaneo prima verso piazza Castello, poi verso la Cavallerizza Occupata.

Segue…: http://www.tgmaddalena.it/21f-torino-se-sei-un-no-tav-e-parti-da-milano-niente-corteo-cose-successo-il-21-febbraio-da-milano-a-torino/