Foglio anarchico e libertario del gruppo Kronstadt Toscano

Palestina-Israele, la lotta unitaria contribuisce all’aumento delle pressioni internazionali su Israele

Palestina-Israele, la lotta unitaria contribuisce all’aumento delle pressioni internazionali su Israele

Report del 08.01.14

Si cominciano a vedere i frutti del cambiamento del clima politico nella regione, anche alla luce della diminuita importanza delle risorse petrolifere del Medio Oriente e della assunzione di coscienza dell’opinione pubblica mondiale verso la lotta contro l’occupazione del 1967. I primi risultati del movimento di boicottaggio iniziano a preoccupare l’elite al potere in Israele. Sui media internazionali acquistano uno spazio significativo le notizie sulla lotta unitaria e sulle migliaia di attivisti internazionali che vi prendono parte. I comitati popolari di base contribuiscono a fare lo stesso sulla scena politica della Cisgiordania palestinese. Invece, le forze di stato israeliane puntano alla repressione settimanale dei comitati popolari di base e degli israeliani attivisti di Anarchici Contro il Muro.

Bil’in

Bella e calda manifestazione del venerdì. Pare che il comandante cattivo della scorsa settimana fosse assente. Il vento era a favore. Nonostante lanci sporadici di candelotti lacrimogeni e di granate assordanti siamo riusciti a raggiungere il recinto che “protegge” il cancello del muro della separazione. C’erano 15 Israeliani (per lo più anarchici) con 5 bandiere sia rosse&nere che nere. C’era un folto gruppo di ospiti – molti italiani – ed alcune dozzine di residenti. La manifestazione ricordava il terzo anno dall’uccisione di Jawaher. Jawaher Abu Rahmah, morta l’1 gennaio 2011 di asfissia causata dall’inalazione di gas lacrimogeno, era la sorella di Bassem Abu Rahma che era stato ucciso il 17.04.09, entrambi uccisi nel corso delle manifestazioni non-violente del villaggio di Bilin contro il muro dell’apartheid israeliana.

Dopo oltre un’ora, gli adulti hanno iniziato a far ritorno al villaggio mentre i giovani continuavano gli scontri con le forze di stato israeliane. Queste hanno sparato proiettili ricoperti di gomma, candelotti lacrimogeni, bombe assordanti e proiettili veri portando al ferimento alla gamba del palestinese Abdel Rahman Betillo (di 16 anni) con munizioni vere (proiettili duedue). Un altro giornalista della TV palestinese, Najeeb Sharawneh, ha avuto sintomi da soffocamento ed è stato ricoverato nell’ospedale di Ramallah.

Il colombo della pace nei guai a Bil’in 03.01.14:

Ahdut (Unità) in azione:

Fratello di Jawaher Abu Rahmah, che porta la foto di sua sorella in mezzo ai gas israeliani:

Nabi Saleh

Venerdì, invece della manifestazione settimanale del villaggio, c’è stata una festa pomeridiana per celebrare la liberazione di un residente del villaggio dopo 20 anni di carcere.

Ecco tutte le foto della festa per la liberazione di Saeed Tamimi

Al-Ma’sara

Manifestazione settimanale di venerdì 3.01.2014: le forze Israeliane hanno cercato di reprimere il corteo non-violento nel villaggio di al-Ma’sara. La manifestazione commemorava i 49 anni dalla nascita del Movimento di Liberazione Nazionale Palestinese Fateh, esprimeva la condanna per la detenzione di bambini della Cisgiordania e la solidarietà con la popolazione palestinese nel campo profughi di Yarmouk in Siria.

Dozzine di attivisti palestinesi ed internazionali hanno preso parte al corteo portando bandiere palestinesi e scandendo slogan contro l’occupazione. Le forze Israeliane hanno fermato i manifestanti sulla strada verso le loro terre usando scudi di plastica.

Vedi foto

Qaddum

Le forze Israeliane hanno pesantemente represso la manifestazione settimanale a Kafr Qaddum contro il muro e contro gli insediamenti. Il corteo contava la presenza di numerosi attivisti locali, di attivisti internazionali e di alcuni israeliani di anarchici contro il muro. La manifestazione era dedicata alla morte di Said Jasir, un uomo di 85 anni che è morto due giorni fa in seguito ad un lancio di lacrimogeni israeliani in casa sua mentre c’era una manifestazione nel villaggio. Dopo avere respirato le inalazioni, Jasir era stato portato nell’ospedale di Nablus, dove è morto poche ore dopo.

Violenti scontri sono scoppiati tra dozzine di giovani ed i soldati israeliani nel corso della manifestazione. Una sproporzionata quantità di gas e di bombe assordanti è stata sparata sui manifestanti causando molti casi di soffocamento da gas. Aqel Mahmoud Ishtawi, di 24 anni, è stato arrestato dalle forze israeliane.

Foto di Rani

Colline a sud di Hebron

Ieri in uno strano sud. Una dozzina di noi sono stati fermati, le nostre auto perquisite in arbitrari “checkpoint volanti”, le patenti di guida controllate tre volte, ma siamo anche riusciti a riparare una cisterna d’acqua con l’aiuto di Abu Sabha e dei suoi figli nella valle Tawamin. In nostra presenza e con tre camion, la famiglia Mur ha arato tutta la Valle Tawamin nei primi giorni della settimana – solo tre anni fa sarebbero stati scacciati dalla valle con lacrimogeni e arresti.

Tel Aviv

Profughi africani richiedenti asilo scioperano per protestare contro le politiche immigratorie di Israele

Mentre le autorità fanno arresti a tappeto a Tel Aviv-sud, i richiedenti asilo dichiarano tre giorni di sciopero per protestare contro la detenzione senza termini e contro le regole di asilo vigenti in Israele. Alcune migliaia di profughi e molti sostenitori israeliani si sono incontrati in una comune assemblea sabato sera per pianificare lo sciopero.

Manifesto per lo sciopero di 3 giorni degli africani richiedenti asilo in Israele, per i diritti dei profughi, 4 gennaio 2013:

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151839246652073&set=a.10151598744872073.1073741825.286357017072

Domenica 5 gennaio 2013: migliaia di africani richiedenti asilo si riuniscono a Tel Aviv-sud per dare inizio al corteo verso piazza Rabin. Il corteo fa parte dello sciopero di 3 giorni per protestare contro le politiche di Israele verso i profughi africani. “15.000 persone alla manifestazione dei profughi a Tel Aviv, nelle iniziative che prevedono altre manifestazioni ed uno sciopero generale.”

Activestills.org: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151840189177073

Più di 20mila profughi africani e richiedenti asilo hanno marciato su Piazza Rabin per chiedere diritti, affinché Israele prenda in considerazione le loro richieste di asilo, dia uno stop agli arresti ed alle detenzioni. Il corteo ha lanciato il primo dei tre giorni di sciopero dei profughi africani in tutto il paese.

https://fbexternal-a.akamaihd.net/safe_image.php?d=AQD3ZK7uzxu0b6oK

Lunedì a TEL AVIV: migliaia di africani richiedenti asilo manifestano davanti alle ambasciate di Germania, Svezia, USA e Canada per un appello internazionale a sostegno della loro lotta contro le politiche di asilo di Israele.

http://bit.ly/19M4MJR

israelpnm: http://www.youtube.com/watch?v=d5_c4qVXogY

“Non dite che non lo sapevamo”, n°393

Nel 2003, l’esercito aveva bloccato l’ingresso principale del villaggio palestinese di Qaddum. Da allora, l’esercito ha limitato l’accesso dei residenti alle loro terre (circa 11 kmq o anche 11.000 dunam) vicino alla strada principale, a solo una o due volte all’anno. Nel 2011 sono iniziate le manifestazioni settimanali per chiedere la rimozione dei blocchi stradali. Invece l’esercito ha attaccato il villaggio con incursioni notturne ed arresti (circa 100 le persone arrestate finora). Spesso, durante queste incursioni, i soldati israeliani lanciano lacrimogeni e granate assordanti nelle case del villaggio. Un manifesto chiama ai tre giorni di sciopero degli africani richiedenti asilo in Israele, per i diritti dei profughi per il 4 gennaio 2013

L’8 dicembre 2013 un bambino di 2 mesi è stato ferito da un lacrimogeno mentre era in casa. Gli hanno salvato la vita in ospedale.

Venerdì 20 dicembre 2013 i soldati hanno fatto un raid notturno ed arrestato 2 persone, subito rilasciate. I soldati hanno invaso la casa del dirigente del comitato popolare, Murad Ashtawi, per interrogarlo brutalmente. Alcune ore dopo, sono ritornati da lui per arrestarlo. Dopo che l’hanno preso, gli hanno spruzzato peperoncino negli occhi e portato in custodia ad Huwwara. Non lo hanno ancora interrogato.

Info: amosg@shefayim.org.il

“Non dite che non lo sapevamo”, n°394

Il governo israeliano continua la sua guerra contro i cittadini Beduini.

4 settimane dopo la manifestazione a Hura nell’ira contro il Piano Prawer, nove persone sono state arrestate. Gli arresti sono continuati ben dopo la manifestazione: il 24 dicembre la polizia ha arrestato altre 23 persone, di cui una è rimasta in carcere.

Giovedì 26 dicembre 2013, esponenti del governo accompagnati dalla polizia sono giunti per un’altra demolizione nel Negev. Hanno demolito un vivaio nella zona industriale di Rahat, una casa a Khirbet el-Watan (vicino as-Sayyed) ed ancora una volta il villaggio di el-Araqeeb.

Info: amosg@shefayim.org.il

Ilan Shalif

http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/

 

Anarchici Contro Il Muro
http://www.awalls.org
Traduzione a cura di FdCA – Ufficio Relazioni Internazionali
Sito in italiano su Anarchici Contro il Muro:
http://www.fdca.it/wall