Foglio anarchico e libertario del gruppo Kronstadt Toscano

La tragica morte di Mohamud Mohamed Guled

La tragica morte di Mohamud Mohamed Guled

Pubblichiamo dalla Rete Antirazzista di Firenze e dal Movimento di Lotta per la Casa di Firenze alcune informazioni sulla tragica morte di Mohamud Mohamed Guled

La Rete Antirazzista di Firenze è vicina alle cittadine ed ai cittadini somale/i ed al Movimento di lotta per la casa per la tragica morte di Mohamud Mohamed Guled.

Oggi pomeriggio sul selciato davanti alla casa occupata di Via Slataper giaceva il corpo del cittadino somalo coperto da un telo, dopo aver deciso di porre fine alla propria vita di rifugiato di guerra privato della possibilità di ottenere i necessari documenti che ne riconoscevano l’esistenza e l’agibilità.

Le condizioni in cui sono costretti a vivere anche nella nostra città gran parte di migranti, rifugiati, richiedenti asilo è qualcosa che ha a che fare con la disumanità e il disinteresse verso la loro presenza da parte di istituzioni nazionali e locali. E’ necessario un radicale cambiamento di responsabilità, di civiltà e di governo che si incentri sulla convivenza e sull’eguaglianza.

Sosterremo le iniziative che verranno assunte per Guled e per la difesa dei diritti e della dignità di vita verso ogni persona migrante.

Rete Antirazzista di Firenze

Mohamud Mohamed Guled aveva circa 30 anni e da un anno e nove mesi era arrivato in Italia come rifugiato dalla Somalia. Nonostante questo, nonostante Guled scappasse da un paese di guerra qui in Italia non era riuscito nemmeno ad ottenere un permesso di soggiorno che gli permettesse di mangiare e avere un tetto sulla testa. Era arrivato nella casa occupata di via Slataper da circa 4 mesi perché soltanto i suoi fratelli e le sue sorelle somale lo avevano accolto. Guled, quando incontrava i suoi amici somali aveva sempre la stessa domanda: Perché solo io non ho i documenti? Si sentiva solo e senza una via d’uscita. Oggi Guled ha deciso che se ne andava da questo paese che lo teneva prigioniero senza una ragione né una spiegazione e purtroppo la via di fuga è stata una finestra e ora non c’è più. L’Italia è uno stato che uccide. Come un paese di guerra, anzi peggio. In Italia si muore di indifferenza. Purtroppo Guled non è solo in questa situazione, ci sono centinaia di persone rifugiate in attesa dei documenti e questa è una vera tragedia per chi è arrivato qui dopo tanta sofferenza in cerca di solidarietà e di serenità. Sono anni che decine e decine di rifugiati somali, etiopi ed eritrei con l’appoggio del movimento di lotta per la casa provano a denunciare una situazione di quotidiana lesione dei diritti umani più elementari. Come sempre si aspetta che accada qualcosa di tremendo, come quello che è successo oggi in cui qualcuno ha deciso che non ce la è faceva più. Quello che vogliamo dire però a chi parlerà di suicidio di una persona instabile è che si tratta di un omicidio, un omicidio di stato.

Con Guled nel cuore,

i suoi fratelli e le sue sorelle somale

Movimento di lotta per la casa