Foglio anarchico e libertario del gruppo Kronstadt Toscano

Razzismo a San Giuliano: ma questa volta senza ruspe

Come ricorderete solo pochi giorni fa erano stati sgomberati violentemente dal campo dietro all’ospedale di Cisanello circa 90 uomini donne e bambini rom.

Questi avevano trovato una sistemazione provvisoria nei pressi di Colignola, sempre lungo le rive dell’Arno, ma il sindaco del comune di San Giuliano ha pensato bene di comportarsi da bravo cittadino di serie A, vantandosi persino di comportarsi diversamente dal collega Filippeschi solo perchè non ha avuto bisogno di utilizzare le ruspe e la celere per sgomberare l’area occupata dai rom.

Sono stati sufficenti, possiamo affermare con cognizione di causa vista la assidua partecipazione alla vicenda, le minacce quotidiane di vigili urbani e qualche volta anche della polizia a far desistere le persone dall’occupare quello spazio.

La proprietà, di un privato, aveva ovviamente sporto denuncia per facilitare il lavoro delle istituzioni stringendo così i tempi su eventuali soluzioni reali al problema di persone senza nessuna stabilità abitativa, non perchè loro lo vogliano, ma perchè in questo clima di razzismo e costruzione del migrante come causa di tutti i mali da parte di governanti media ufficiali e con la spinta dei padroni, spesso proprietari degli stessi giornali più diffusi, i sindaci i governi di tutte le risme preferiscono lavarsi le mani con qualche ruspa e qualche manganellata in barba al rispetto di questi individui e al contribuire a dare loro migliori opportunità e garanzie di diritti fondamentali dell’uomo. D’altronde sindaci di centro sinistra o di centro destra ne traggono solo vantaggi elettorali da tali comportamenti!

Difatti anche nel caso di Colignola c’è stata una protesta di alcuni abitanti che hanno raccolto delle firme al fine di far pressione sul comune chiedendo che venissero allontanati i Rom dall’accampamento appena insediatosi… ma dobbiamo notare con piacere che si sono stati anche dei cittadini solidali che hanno diffuso una lettera nella quale chiedevano al comune che fosse trovata per queste persone una sistemazione più idonea alle loro esigenze. Certo c’è molto da lavorare a finch’é i potenti non possano più usare il giochino, sperimentato da milleni di oppressione, del divide et impera, ma qualche passo in avanti forse si riesce a fare se si inizia a sfondare i muri della diffidenza attraverso momenti di incontro e conoscenza diretta degli autoctoni con i migranti.

Infatti per ovviare a questo potenziale pericolo di reciproca conoscenza degli sfruttati, che, almeno potenzialmente potrebbe sfociare in unioni anche sul piano di rivendcazioni di diritti comuni, le istituzioni come le forze del disordine ci tengono molto a rimarcare sempre, quando si interfacciano agli attivisti, dei gruppi e delle associazioni che sostengono i Rom, che sarebbe meglio che si dividessero in picoli gruppi e che dessero meno nell’occhio, perchè altrimenti po i la gente si lamenta…

Se invece restano uniti la gente ha paura… Penso che il non utilizzo delle ruspe nel caso dello sgombero anche da Colignola sia anhe merito delle associazioni che hanno lavorato sul campo e che hanno contribuito a limitare le minacce e la veemenza, potenziale per sta volta, delle forze del disordine, ma queste persone ancora non hanno una stabilità abitativa e le associazioni e i gruppi hanno sicuramente tanto da lavorare per produrer passi in avanti sul terreno del antirazzismo.

La cronaca di 12 giorni che hanno separato uno sgombero dall’altro sarebbe lunga, ma attualmente soltanto poche decine sono stati rimpatriati e gli altri hanno cercato soluzioni alternative nella zona.

I compagni del Kronstadt Pisa sono stati presenti attivamente nella vicenda e cercheranno di continuare a dare il loro contributo alla solidarietà fra gli sfruttati e a fornireinformazioni sugli sviluppi della vicenda che è tuttaltro che conclusa.

Gruppo Kronstadt Pisa