Storie di ordinario squallore a Firenze città.
Lo scomodo migrante sans papiers, rifugiato e richiedente asilo (quindi anche con il diritto di accoglienza sancito dalla legge), per gli standard politici ed economici attuali non produce e non consuma, quindi è un peso per la società. Ed ecco che a farlo crepare nella totale indifferenza ci pensano le amministrazioni fiorentine.
Le scuse sono tante…assenza di fondi, mancanza di spazi, l’impegno già ampiamente e “generosamente” elargito dalla regione toscana, al quale si aggiunge anche il famigerato numero chiuso, oltre la cui soglia proprio non si può andare. Insomma il tanto sbandierato principio della legalità si applica solo per giustificare la repressione e non per la solidarietà e l’accoglienza.
Ciò che attualmente offre la giunta è il diritto di asilo – ma non alla casa – ad un numero limitato di persone (si parla ad oggi di circa 200) alle quali viene garantito al massimo un corso di 6 mesi che dovrebbe permettere di imparare bene la lingua e trovarsi un lavoro regolare.
Ovviamente impossibile.
Da qui, chi ancora si aspetta di ricevere qualcosa dalle istituzioni, diventa maltrattato nell’asilo…
Ecco allora nel 2009 l’occupazione fatta dai Somali insieme a movimenti e a realtà a loro vicini da sempre (tutt’oggi aperta a ogni tipo di rifugiato, ed allargata infatti a Eritrei ed Etiopi) dello spazio interculturale ed abitativo Kulanka situato negli ex magazzini dell’ospedale pediatrico Meyer, in Via Luca Giordano.
Ma ancora isolati, non sostenuti, né tanto meno riconosciuti dalla città vetrina.
Decidono di farsi risentire a gran voce e tentano l’occupazione il 24 Aprile della foresteria delle Cascine, in via Fosso Macinante. Lo sgombero è immediato ordinato dal sindaco oltremodo indignato poiché disturbato proprio nel giorno della sua SS. Pasqua.
La disperazione e la determinazione sono più forti. Sabato 21 Maggio, dopo un numeroso corteo è stato allestito un vero e proprio campeggio a presidio permanente in Piazza bambini di Beslan proprio di fronte alla Fortezza da Basso ed ai tanto trafficati viali.
Si resiste fino all’alba del Martedì 24 quando gli scagnozzi del Renzi fascista (“perchè dovrei ostinarmi a trattare con chi occupa quando, ad esempio con i commercianti, uso il pugno duro su carico e scarico?”_ ovvero: sono disposto a trattare eventualmente solo con chi mi offre moneta frusciante_) e dell’assessore Saccardi (“il comune non ha più posti liberi”_ ricordiamo che stanno facendo una totale svendita di numerosi immobili di immenso valore sociale/storico/economico, oltre a sperperare denaro pubblico nell’allestimento di mille notti bianche, blu,festival del vino e del gelato..), distruggono tutto e sgomberano la tendopoli a calci.
Si rioccupa e si montano nuove tende, ma per avere lo sgombero definitivo mercoledì 25 Maggio.
Fortunatamente durante il corteo, che si è mosso subito dopo, solidarietà è arrivata con applausi dalle finestre aperte e dalla tanto rumorosa quanto allegra claxonata dell’autista dell’autobus di linea -ancora per poco- comunale (venduta a privati pure quella).
Il tanto telegenico sindaco ha nuovamente reso apparente decoro alla sua città, nascondendo la flebile scintilla dietro la schiena.
Per alcuni la scintilla si perde nel vento, ma per altri prende semplicemente il volo in cerca della polveriera!



