Foglio anarchico e libertario del gruppo Kronstadt Toscano

Pisa: l’incertezza dei migranti

Nella data odierna sembra (voci non confermate) che a Pisa venga smantellato il centro di accoglienza di San Rossore, un centro a cui in queste settimane è stato difficilissimo avvicinarsi per chiunque non fosse da recludere.

I migranti, ormai pochi, rimasti dopo la concessione dei permessi di soggiorno temporanei, sembra (voci non confermate) che vengano trasferiti a San Piero a Grado, che però sta per essere smantellato.

Ora abbiamo sempre richiesto la libertà di movimento per tutte e tutti, abbiamo sempre manifestato la nostra opposizione ai Cie e alle restrizioni di ogni sorta dietro fili spinati e vili steccati metallici, unitamente a questo abbiamo anche sempre sostenuto la imprescindibile necessità di rispondere ai più basilari bisogni umani.

Questi bisogni devono essere garantiti in un’ottica di solidarietà umana e di mutuo appoggio , i bisogni più concreti sono: la possibilità di accedere a cure mediche, la garanzia di un tetto sotto cui dormire come anche la garanzia di pasti quotidiani. La provincia di Pisa, governata dal Partito Democratico,  sembra adesso preoccuparsi di comprare biglietti di treno al fine di allontanare i migranti  invece di preoccuparsi si di favorire la libertà di circolazione, ma anche di garantire la continuità dei diritti  di cui si è detto sopra.

Del resto non ci stupisce visto che l’umanitario Pd ha cavalcato da subito proteste locali di chiaro stampo razzista e ora non si  lascia sfuggire l’opportunità di sbarazzarsi dei migranti comprando biglietti a tutti incentivando il più possibile queste persone a “levarsi di torno”, invece di ascoltare le esigenze di ognuno di loro per poter in modo solidale e umano contribuire senza nessun secondo fine a soddisfarle.

Come anarchici e anarchiche siamo consapevoli che non esistono poteri buoni e quindi siamo noi che attraverso una politica dal basso abbiamo l’opportunità di stabilire finalmente il primato dell’etica sulla politica.

Continuiamo a stare vicino ai migranti, ascoltando le loro esigenze in un continuo scambio interculturale che  arricchisce le nostre lenti di ingrandimento per analizzare e criticare la realtà e che contribuisce a rispondere alle necessità di queste persone in fuga da guerre e miseria.

Berni

A seguire pubblichiamo un’articolo tratto dal notiziario anarchico a-infos: http://www.ainfos.ca/it/ainfos08421.html

(it) Da Gradisca alla Toscana. Uomini e gabbie

Date Sun, 10 Apr 2011 20:06:56 +0200


Da Gradisca alla Toscana. Uomini e gabbie
Gradisca. Nuova gestione per CIE e CARA
Il Cie e il Cara di Gradisca cambieranno gestione per la terza volta. Dopo
la cooperativa Minerva e il consorzio Connecting People il lucroso
business passa alla transalpina Gepsa – sede a Parigi – in associazione
con Cofely Italia e le coop italiane Acuarinto di Agrigento e Synergasia
di Roma.
Gepsa e gli altri soci del âconsorzio temporaneo dâimpresaâ messo su per
lâoccasione dovrebbero entrare in pista il primo maggio.
Le buste delle offerte erano state aperte il 1 febbraio in prefettura a
Gorizia. Câera anche un gruppo di antirazzisti che disse la propria agli
aspiranti aguzzini.
Le lotte antirazziste in questi lunghi mesi di resistenza migrante si sono
intensificate culminando nella giornata di lotta del 12 marzo scorso,
organizzata dai compagni del Coordinamento Libertario Regionale a a cinque
anni dallâapertura del lager, mentre un nuovo presidio si à tenuto sabato
2 aprile.
Vedremo nei prossimi mesi come se la caveranno nuovi gestori di fronte
alla voglia di libertà e rivolta che i reclusi hanno sempre espresso.

Lager per immigrati: il modello toscano per âlâemergenzaâ
Nei primi giorni di questa settimana, con l’arrivo di due traghetti della
Grimaldi Lines, sono giunti in toscana circa 500 profughi da Lampedusa. I
migranti sono stati suddivisi in una decina di piccole strutture, in 7
diverse province.
Inizialmente doveva essere predisposta un’unica tendopoli che avrebbe
ospitato almeno un migliaio di profughi, nella campagna acquitrinosa di
Coltano, vicino Pisa, nella ex Base LORAN della NATO. Questa scelta Ã
stata poi abbandonata dal governo in seguito alle dure proteste degli
abitanti della zona, di carattere chiaramente razzista ma cavalcate
abilmente dal PD, che le ha trasformate in proteste contro il Lager e per
il “modello toscano” di gestione dell’emergenza.
Il “modello toscano” proposto dal presidente della Regione Enrico Rossi Ã
identico a quello che la giunta regionale, da Rifondazione al Pd, ha
sempre sostenuto riguardo al CIE Toscano: creare varie strutture, piccole,
gestibili, con associazioni di volontariato, pià umane e pià facilmente
controllabili.
Cosà 30 persone sono state sistemate a Livorno in un ostello, ed altri
piccoli gruppi sono stati destinati a strutture nelle province di Livorno,
Pisa, Arezzo, Firenze, Siena e Pistoia.
Altre proteste ci sono state a Calambrone, zona balneare vicino Tirrenia,
nel comune di Pisa. LÃ il PDL e la Confcommercio hanno infiammato gli
animi degli esercenti e dei balneari che hanno inscenato una protesta
“contro i clandestini” e per proteggere i profitti della “stagione
turistica”, che a loro avviso sarebbero drasticamente calati se 100
profughi fossero stati destinati all’ex ospedale ortopedico del
Calambrone.
Nella notte tra lunedà e martedà inoltre sono stati distrutti bagni e
autoclave dell’ospedale, e compiute scritte razziste firmate con la croce
celtica. La Regione ha cosà identificato a Sen Piero a Grado ed a San
Rossore altri due siti alternativi.
à ancora pià chiaro alla luce di questi fatti come sia il PD sia la destra
sappiano muoversi con agilità per rimestare nella melma razzista che loro
stessi hanno alimentato in questi anni.
Gli antirazzisti si sono mossi subito: sabato 2 aprile a Pisa si à tenuto
un grande presidio contro la guerra, contro i lager e per la libertà di
circolazione. Lunedà 4, al porto di Livorno, alcune decine di persone
hanno partecipato al presidio in solidarietà con i migranti organizzato
dall’Assemblea contro i Centri di Espulsione.
In questi giorni ci stiamo organizzando per continuare la lotta per la
libertà di circolazione di tutte e di tutti.
La situazione à diversa in ogni localitÃ, a Livorno ad esempio i migranti
possono uscire dalla struttura, basta che tornino a dormire, e possono
ricevere visite da chiunque a qualsiasi ora.
In altre località la situazione à molto pià difficile. Ci sono strutture
chiuse dal filo spinato, dove à difficile anche per le associazioni
entrare in contatto con i migranti, ci sono strutture che concedono visite
ma non permettono ai migranti di uscire. L’intervento di chi lotta contro
ogni razzismo e contro ogni frontiera non à facile, perchà ci sono tante
piccole strutture, disseminate per il territorio regionale, ognuna
organizzata in modo diverso.
In un recente comunicato l’Assemblea contro i Centri di Espulsione di
Livorno ha fatto appello “a tutte le antirazziste e gli antirazzisti per:
-Portare solidarietà concreta ai migranti
-Vigilare attivamente sul rispetto dei diritti dei migranti
-Respingere ogni forma di detenzione
-Sostenere i migranti nella rivendicazione della libertà di circolazione”

Per info e approfondimenti: http://senzafrontiere.noblogs.org/
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