Foglio anarchico e libertario del gruppo Kronstadt Toscano

Stop alla guerra neocolonialista contro le popolazioni libiche! Sia la rivolta popolare autorganizzata a cacciare Gheddafi!

Documento di riflessione critica sulla guerra del gruppo Kronstadt gà distribuito a Volterra sabato scorso.

Come prevedibile, le potenze neocolonialiste hanno iniziato a scaricare le loro bombe assassine sulle popolazioni libiche con il solo ed unico scopo di continuare ad accaparrarsi le risorse petrolifere di cui sono ricche queste terre. E’ iniziata Odissey Dawn, l’ennesima missione bellica delle potenze occidentali, tesa a salvaguardare interessi economici  ed equilibri geopolitici.

Ancora una volta, sotto l’egida del Consiglio d’ in-Sicurezza dell’ONU, i cannoni hanno cominciato a tuonare ed a massacrare in nome della guerra al dittatore ex amico di turno, in nome del falso intervento umanitario. Ma che c’è di più disumano della guerra, anche se chiamata umanitaria? Ma chi vogliono liberare i noti guerrafondai, da Sarkozy a Cameron, da Obama al servo Berlusconi? I cadaveri che rimarranno sotto le bombe dei loro aerei? Basta chiedere ai popoli afgani ed irakeni come sono stati liberati! E’ evidente che è l’ennesima guerra neocoloniale e ciò non può significare altro che nuove stragi per la popolazione civile e distruzione del territorio, con l’intento malcelato di insediare l’ennesimo fantoccio-autocrate.

E’ chiaro che non si tratta di  difendere un dittatore come Gheddafi che, così come Saddam in Irak e tanti altri, ha potuto fare sempre quello che ha voluto solo grazie alla complicità e all’alleanza (in cambio di soldi e di petrolio) delle stesse potenze occidentali che oggi gli fanno guerra. Per anni le potenze occidentali hanno banchettato con il raìs, mentre questi opprimeva e violentava le popolazioni libiche ed imprigionava, torturava e ammazzava i migranti nei campi di concentramento o li abbandonava nel deserto a morire: a migliaia! Il tutto al servizio dei governi italici di ogni colore e della Fortezza Europa. E le bombe vengono fatte sganciare, attraverso i propri sporchi ed assassini cani da guardia in divisa, da quegli stessi loschi figuri, da quella cricca che impone la distruzione atomica in nome di un assurdo ed improponibile progresso rappresentato dalle “sicurissime centrali nucleari”: si veda la tragedia odierna di Fukushima!

Quello degli ultimi dieci/quindici anni è uno stato di guerra permanente. Cambiano gli scenari: da quello balcanico (Bosnia e Kosovo) a quello mediorientale (Iraq) a quello asiatico (Afghanistan) a quello odierno nordafricano; cambiano le metafore con cui si cerca di nascondere la guerra: operazioni di polizia internazionale, lotta contro il terrorismo, dispiegamento di forze di interposizione e di dissuasione, missione di pace e missione umanitaria. Ma i mezzi non mutano: bombardamenti aerei e missili caricati con uranio impoverito (già ancora nucleare!). Ma non cambia soprattutto la sostanza: guerre e ancora guerra! La rivolta libica, pur figlia delle insorgenze popolari per la libertà e la giustizia sociale che hanno scosso e stanno scuotendo molti paesi arabi (dalla Tunisia, all’Algeria, al Marocco, all’Egitto, allo Yemen e al Bahrein) presenta anche caratteri specifici di scontro per il potere tra fazioni rivali, radicate territorialmente e su base tribale (Tripolitania, Cirenaica e Fezzan), caratteri che si sommano e si intrecciano con le ribellioni dal basso. Ed è chiaro che i diversi ruoli della Libia nello scacchiere mediterraneo  -grande produttore di petrolio e gas, partner economico rilevante dell’occidente, gendarme dell’area, feroce controllore dei processi migratori – avrebbero reso la crisi del regime di Gheddafi, crisi internazionale di vaste proporzioni. Ciò sta puntualmente accadendo con i bombardamenti su Tripoli.

E’ iniziata una guerra, una guerra vera, sporca e infame come tutte le guerre, che non punta a nessuno degli obiettivi che dichiara: né alla protezione della popolazione civile, né all’instaurazione della “democrazia”, e forse neppure alla caduta del tiranno Gheddafi. Una guerra i cui scopi sono ben chiari: ricolonizzare, balcanizzandolo, un paese importantissimo per le sue risorse energetiche e la sua collocazione strategica e geopolitica, ma anche e soprattutto per perpetuare uno stato di belligeranza permanente mondiale che ricopra come un sudario le vere emergenze (la fame e la miseria, le devastazioni e le catastrofi ambientali e nucleari, gli esodi di massa dei disperati del mondo, la supremazia incontrastata del profitto sui bisogni e le necessità) e che consenta di reprimere, anche preventivamente, lotte, insorgenze, rivolte.

Una guerra, infine, a cui l’Italia parteciperà canagliescamente e ipocritamente come suo solito, senza neppure il coraggio di assumersene le responsabilità; destra e sinistra unite nella retorica patriottarda dietro le indecenti parole di Napolitano, per intorbidare e offuscare le coscienze. Siamo contro questa guerra, come siamo e saremo contro tutte le guerre. Come libertari siamo a fianco della gente che in Libia e in tutto il Maghreb dal basso si ribella in maniera autorganizzata   per la libertà, la giustizia sociale e la vita. Siamo contro il dittatore amico fino a ieri dell’occidente “democratico” e allo stesso tempo contro il militarismo neocolonialista. In un mondo sempre più sconvolto e violentato dalla devastazione statal-capitalistica riteniamo che in ogni paese sia necessario lottare per una prospettiva di auto-emancipazione sociale, rivoluzionaria, che sappia ricollegarsi con le lotte degli sfruttati e oppressi del mondo, all’insegna dell’internazionalismo di classe e antiautoritario, solidarizzando fattivamente con tutte le persone vittime dell’ingiustizia e del terrore globale voluto e pianificato dalle oligarchie dominanti.  C’è bisogno di una concreta alternativa di civiltà alla miseria e alla barbarie che ci circondano e nelle quali ci vogliono sempre più sprofondare. Non possono bastare le sfilate multicolori per la pace, bisogna agire e cominciare a costruire una società diversa.

CONTRO L’INTERVENTO MILITARE DEL NEOCOLONIALISMO “DEMOCRATICO” E CONTRO IL TIRANNO GHEDDAFI! SOSTEGNO ALLE LOTTE SOCIALI DAL BASSO IN LIBIA ED IN TUTTO IL NORD AFRICA PER LA LIBERTA’ E LA GIUSTIZIA SOCIALE, PER LA VITA!  BOICOTTARE LA GUERRA MEDIANTE LA MOBILITAZIONE DIRETTA! REALE ACCOGLIENZA PER TUTTI GLI IMMIGRATI E PROFUGHI! NO AI CPT-CIE, CAMPI DI CONCENTRAMENTO IN CUI VENGONO RINCHIUSI I MIGRANTI! LIBERTA’ DI MOVIMENTO PER TUTTI E TUTTE!

Kronstadt  Anarchico Toscano                                                  fot. in prop.