Foglio anarchico e libertario del gruppo Kronstadt Toscano

Messico, paese di transito.

di Luca

Oaxaca: l’oppressione dei migranti

Negli stati del sud della federazione Messicana si è sviluppato dal 2006 un movimento popolare di vaste dimensioni.

Sulle pagine di questo giornale abbiamo già affrontato diversi aspetti di questo movimento e abbiamo descritto, almeno in parte, quali settori sociali, fra quelli che si situano più in basso nella scala dello sfruttamento, si sono mobilitati.

Un aspetto che non è stato ancora analizzato riguarda invece la repressione dei migranti che attraversano gli stati del sud della federazione messicana per raggiungere i luoghi dove vi è più “ricchezza”, si intende luoghi dove gli individui trovano maggiori opportunità di vendere la propria forza lavoro.

Oaxaca come paese di transito

Il funzionario della Segreteria federale per la salute pubblica messicana ha dichiarato a mezzo stampa che il treno che porta i migranti dal centro america alla frontiera messicana con gli Stati Uniti d’America attraversa almeno 25 punti rossi, nei quali i migranti possono essere soggetti ad azioni criminali da parte delle bande malavitose.

Le quattro rotte del treno che attraversa tutto il messico sono: Arriaga, Chiapas – Lechería, Estado de México; Tenosique, Tabasco-Lechería, Estado de México; Lechería, Estado de México-Reynosa,Tamaulipas, e Lechería Estado de México-Nuevo Laredo, Tamaulipas.

Nello Stato di Oaxaca sono state segnalate in particolare alcune località dove i migranti sono soggetti ai maggiori rischi, sempre secondo il governo, da parte di attacchi di bande criminali.

Le località sono: Chauites, Juchitán de Zaragoza, Ciudad Ixtepec, e Matías Romero, dove lo scorso dicembre fu ucciso un migrante proveniente da El Salvador da un commando armato(1).

La migrazione da El Salvador costituisce una delle percentuali più alte di migranti diretti verso gli Usa.

Alimentata da decenni di guerra civile, instabilità economica e disastri naturali la migrazione verso gli Stati Uniti ha subito una vera e propria impennata. 1.1 milioni sono già residenti negli Usa, quasi un sesto della popolazione del Salvador, che ad oggi conta 5.7 milioni di abitanti.

Considerando la notevole incidenza dei salvadoregni sulle percentuali di migranti diretti negli Usa dal Centro America riportiamo alcuni passi dell’intervista realizzata a Washington con un ex-guerrigliero del Fronte di Liberazione Nazionale Farabundo Martin, che per ragioni di sicurezza mantiene l’anonimato,ma che descrive dettagliatamente le angherie, i soprusi e le violenze subite nel cammino verso il nord.

Nell’intervista racconta di trafficanti voraci, sequestri di massa, funzionari corrotti, elementi che segnarono costantemente i circa tremila chilometri percorsi. Tutto questo rende un quadro della profonda repressione, vessazione e violazione dei più elementari diritti umani a cui sono sottoposti i migranti che attraversano il Messico. Vanno inoltre ricordati episodi come il Massacro di 72 migranti a Tamaulipas e ed il sequestro di un gruppo di migranti nello stato di Oaxaca nel dicembre scorso.

Ma descriviamo succintamente il viaggio del sotto-comandante .

L’inizio del viaggio: fu il primo momento in cui subì il primo sopruso. “I poliziotti mi accusarono di voler andare dal Guatemala agli Stati Uniti e mi chiesero circa 20 dollari per lasciarmi prendere l’autobus diretto verso la frontiera con il Messico”.

Dopo aver pagato varie “mazzette” a posti di blocco e polizia nel sud della federazione messicana, Chiapas e Oaxaca, il sotto-comandante giunge a Città del Messico, dove si ferma per qualche ora, ma nell’Hotel dove alloggiava si imbatte in un “controllo” della polizia federale. Il migrante dichiara di aver pagato 2000 dollari ad un agente per essere accompagnato in un’altra città messicana più a nord vicino alla frontiera dove aveva appuntamento con un “coyote”.

Giunto così al quinto giorno di viaggio inizia il passaggio della frontiera.

“Alle 4.30 della mattina nuotavo nel fiume Bravo tenuto a galla dalla gomma di una ruota insieme ad altre due ragazze onduregne”. Superato il fiume, elusa la pattuglia di frontiera giunge ad una casa di un messicano, un “coyote”, che lo accompagna in una “Casa di Sicurezza”.

Qui viene sequestrato per la prima volta e racconta: “c’erano 5 stanze piene di migranti; c’erano 15 persone in ogni stanza. C’erano messicani, guatemaltechi, onduregni, salvadoregni, brasiliani ed equadoregni” .

“Un messicano arrivò alla stanza e disse che avremmo dovuto pagare 1500 dollari a testa, o altrimenti, non saremmo usciti da lì. Ci ordinò di chiamare le nostre famiglie negli Usa. Una ragazza onduregna disse che non aveva nessuno. Il trafficante le rispose che lui non era disposto a perdere del denaro. Le disse che avrebbe dovuto prostituirsi per pagarlo”.

Infine, dopo 10 giorni di viaggio lo sequestrarono una seconda volta, sempre solo attraverso il pagamento di 1500 dollari lo lasciarono definitivamente libero, però il trafficante, che lo portò con una geep vicino a Arlington Heights, ad ovest di Los Ángeles, gli chiese altri 500 dollari prima di rilasciarlo.

Concludendo: il viaggio non solo era stato “un incubo”, come lo definisce l’intervistato, ma solo fino alla frontiera con gli Usa gli era costato più di diecimila dollari. (2)

I sequestri sui treni

Oltre ai viaggi “di routine” come quello descritto sopra si sono verificati vari sequestri di massa come nel caso dei morti di Tamaulipas(3) e nel dicembre scorso 40 persone sono state sequestrate anche nello stato di Oaxaca.

Il treno merci, diretto al nord del messico è stato fermato e assaltato e 40 migranti sono stati sequestrati.

La dinamica dei fatti presenta però diverse incongruenze e punti oscuri.

Infatti, in un primo momento, unità di polizia e membri dell’esercito regolare hanno bloccato il treno che attraversava l’istmo di Oaxaca e hanno controllato i documenti a duecentocinquanta migranti. Una novantina vengono arrestati e gli altri fatti ri-partire con il treno merci. Alcuni testimoni riferiscono che gli stessi lavoratori della Compagnia Statale dell’Istmo di Tehuantepec, sembra che abbiano compiuto abusi e rivolto minacce ai migranti perché non li avrebbero ricompensati con adeguate somme di denaro. Quando il treno si rimette in marcia i funzionari della società dicono che a causa del denaro insufficiente potrebbero incorrere in problemi nel prosieguo del cammino. Ed infatti dopo circa mezz’ora il treno viene bloccato nuovamente, ma questa volta assaltato da un commando non identificato. I migranti vengono derubati e circa quaranta di loro sequestrati, fra i prigionieri, di cui ad oggi non si hanno notizie certe, vi sono anche dieci donne e un minorenne.

Due giorni più tardi alcuni migranti, riusciti a sfuggire al controllo di polizia ed esercito e all’assalto del commando, raggiungono l’Albergo per migranti “Fratelli in Cammino”, nella città oaxaqueña “Ciudad Ixtepec”. Il direttore del centro, Padre Alejandro Solalinde, un noto difensore dei diritti umani dei migranti, informò le autorità e denunciò pubblicamente il sequestro. Da allora l’attivista ha ricevuto molteplici minacce di morte. (4)

A partire da questi fatti moltissimi attivisti, sia di Ong che di collettivi auto-organizzati, hanno intensificato il loro lavoro dal basso in sostegno ai migranti. Contemporaneamente l’Alto Commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite ha domandato al governo oaxaqueño e a quello messicano di fare chiarezza sulla vicenda(5) .

Il lavoro delle Ong e dei gruppi auto-organizzati

Nei primi giorni di gennaio varie ong hanno indetto una carovana dal titolo “passo dopo passo verso la pace”, sono partiti dal Chiapas e dopo un tragitto di 17 chilometri circa hanno concluso la marcia in una località oaxaqueña, Chahuaites.

L’obiettivo degli attivisti era ottenere garanzie, da parte di istituzioni statali e federali, in merito al rispetto di basilari diritti umani anche per i migranti.(6)

Se il governo messicano ha varato una legge dove riconosce la necessità di salvaguardare i diritti umani degli individui, indipendentemente se siano “illegali” o meno, questo è dovuto alle pressioni, blocchi stradali e manifestazioni susseguitesi anche in queste ultime settimane in Chiapas e Oaxaca in sostegno ai migranti(7) .

L’intenzione iniziale del governo messicano era infatti introdurre forme di sanzione per il semplice fatto di dare aiuto a individui ”illegali”, oltre che a stabilire il re-impatrio immediato degli “indocumentados”. Ci ricorda niente?

Chiaro che rispetto alla nostrana penisola le situazioni di degrado e i livelli di violenza raggiungono picchi maggiori, ma le volontà governative in merito ai flussi migratori si assomigliano. Infatti quello che ambedue i governi vogliono è continuare a reprimere e mantenere i livelli di guadagno che dal traffico di quelle persone ricavano, i governi come le organizzazioni criminali.

Si pensi per esempio che, oltre alle mazzette ai funzionari di polizia o ai funzionari pubblici, ai guadagni dal traffico di esseri umani finalizzati alla prostituzione, anche gli stessi governi hanno veri e propri guadagni ufficiali. Come, ad esempio, riporta in un articolo JOSÉ SANTIAGO HEALY in merito alle carceri statunitensi solo per migranti, che costituiscono un vero e proprio affare per il governo e le aziende che le gestiscono: più arresti vengono compiuti maggiore è il ricavo(8).

Insomma il governo si nasconde dietro solenni passaggi formali come l’approvazione di leggi avanzate in materia di rispetto dei diritti umani dei migranti (9), ma solo attraverso l’azione quotidiana degli attivisti sociali che militano in Organizzazioni non governative come in collettivi e gruppi non formali, si può mantenere alta l’attenzione sulla tragedia che colpisce ogni anno centinaia di migliaia di esseri umani.

Concludendo solo negli ultimi sei mesi la commissione per i diritti umani americana riferisce che i sequestri in Messico sono di circa 240 persone.

(1) L. Franco, “Seguridad Pública identifica 25 “puntos rojos” donde migrantes son víctimas de extorsiones y secuestros”, 21/01/2011.Fonte: http://www.cronica.com.mx/nota.php?id_nota=555748

(2) V. H. Michel, “Subcomandante Ramiro: “Peleé en la guerra desde los 12 años, pero pasar por México fue terrible”, 16/01/2011.

“Fonte: http://www.msemanal.com/node/3517

(3)agn.gob.gt, “allan 72 migrantes muertos en Tamaulipas”, 25/08/2010. fonte:http://agn.gob.gt/agn/index.php/components/com_acymailing/js/index.php?option=com_content&view=article&id=417:hallan-72-migrantes-muertos-en-tamaulipas-&catid=59:america-latina&Itemid=188

(4)Telesur.net, “ONU pide a México celeridad y transparencia en investigación por secuestros de inmigrantes”, 21/01/2011. Fonte:http://www.telesurtv.net/secciones/noticias/87657-NN/onu-pide-a-mexico-celeridad-y-transparencia-en-investigacion-por-secuestros-de-inmigrantes/

(5) un.org, “ONU pide a México investigar secuestro de migrantes”, 21/01/2001Fonte: http://www.un.org/spanish/News/fullstorynews.asp?newsID=20103&criteria1=secuestro&criteria2=inmigrantes

(6) E. Flores, “Suspenden paso del tren en Arriaga, Chiapas, hasta el próximo lunes

“, 07/01/2011. Fonte: http://www.milenio.com/node/616253

(7)J. De Dios Garcia Davish, “Toman migrantes las calle en Chiapas”, 22/02/2011. sFonte: http://www.milenio.com/node/652508

(8) J. Santiago Healy, “Migrantes: un jugoso negozio”, 28/01/2011. Fonte: http://www.zeitgeist.com.mx/mexico/index.php?option=com_kunena&Itemid=21&func=view&catid=20&id=744#744

(9) D. Sempere, “Ley Solalinde”, 28/02/2011. Fonte: http://www.nssoaxaca.com/migracion/104-general/63219-ley-solalinde