Come abbiamo riportato sulle pagine di questo sito è stato divulgato un manifesto dei giovani di Palestina che criticano le violenze i soprusi gli abusi e i giochi di potere delle forze che attualmente controllano Gaza e la Cisgiordania.
Contro Hamas e contro Fatah sono scesi in piazza ieri migliaia di persone.
La manifestazione è stata indetta da diversi giovani attraverso i social network.
Come riporta Il Manifesto del 16/03/2011 le autorità sia di Hamas che di Fatah hanno tentato di appropriarsi dell’iniziativa in vari modi e dove non ci sono riusciti hanno represso i manifestanti.
A Gaza i militanti di Hamas ad un certo punto si sono messi alla testa del corteo con decine di migliaia di palestinesi, tanto da spingere gli organizzatori della manifestazione a dissociarsi e a riunirsi nella zona di Katiba, nei pressi dell’università. «Per un paio d’ore siamo stati tranquilli e abbiamo scandito gli slogan dell’iniziativa ma quando è calata l’oscurità sono arrivati dozzine di poliziotti in abiti civili e militanti di Hamas con bastoni e ci hanno intimato di disperderci subito», ha raccontato Ebaa Rezeq, che ha partecipato al raduno a Katiba, «al nostro rifiuto hanno cominciato a minacciarci e poi si sono lanciati all’inseguimento dei ragazzi coinvolti nell’organizzazione». Meno violento ma alquanto subdolo è stato a Ramallah il tentativo di Fatah di dirottare la manifestazione.
Giovani militanti del partito di Abu Mazen, fingendosi degli «indipendenti», hanno provato ad essere i protagonisti in Piazza Manara dove si sono riuniti circa 3mila manifestanti(1) .
La richiesta di ritrovare l’unità nazionale ma attraverso un nuovo contenitore politico che si contrapponga ai negoziati le trattative e i soprusi che gli attuali detentori del potere in Palestina commettono quotidianamente a discapito della gente di queste terre, costituiscono una prima importante frattura per ri-accendere il protagonismo dal basso del popolo.
Certamente le contraddizioni e le problematiche che questi giovani attivisti dovranno affrontare saranno innumerevoli e risulta di difficile lettura capire oggi la direzione che queste manifestazioni di malcontento assumeranno in futuro.
Come anarchici e anarchiche però riteniamo importante leggere, se pur in maniera critica, fenomeni di lotta ai potenti che in forme diverse si contrappongono ai bisogni e alle risposte di cui interi popoli hanno bisogno per perseguire l’affrancamento da situazioni d’opressione o d’apartheid come in Palestina.
Berni
(1)
Mi.Gio.INVIATO A RAMALLAH., “RAMALLAH-GAZA. In migliaia chiedono l’unità palestinese Fatah e Hamas sordi.”, Il Manifesto 16/03/2011