Foglio anarchico e libertario del gruppo Kronstadt Toscano

La scure si abbatte su un futuro sempre più vicino per gli studenti e le studentesse!

La scure si abbatte su un futuro sempre più vicino per gli studenti e le studentesse!

Il 30 novembre scorso è stato approvato alla camera il disegno di riforma dell’università.  Al sottostante link potete scaricate il testo emendato, che adesso deve solo aspettare l’approvazione in senato per diventare legge.
Basta leggere i principali articoli per comprendere come questa “riforma”, sia il completamento di un processo, iniziato vent’anni fa di totale asservimento dell’istruzione e dei saperi al profitto dei padroni.
Infatti uno dei capitoli più dettagliati riguarda la composizione degli organi dell’ateneo che il ministero impone di riformare. Le due principali innovazioni riguardano la presenza di privati nei consligli di amministrazione e la facoltà di questi ultimi di intervenire nel merito dei contenuti della programmazione didattica.
Sempre per comprendere a grandi linee la cartina di tornasole di questo disegno che inizia molto tempo fa incontriamo nel proseguo della lettura di questo ddl la sostituzione delle borse di studio, una forma di welfare per gli studenti provenienti dalle famiglie meno abbienti, con il prestito d’onore. In parole povere ti vengono prestati dei soldi per permetterti di studiare, ovvio se sei meritevole, e poi li dovrari restituire al termine degli studi, insomma per studiare ci dovremmo indebitare già a 19 anni!
Concludendo la rapida rassegna non è trascurabile la questione della ricerca e del precariato.
Con questa riforma si decreta di fatto la “normalizzazione” del lavoro precario per moltissimi ricercatori, già in servizio e per tutti quelli a venire.
Il disegno legislativo prevede sei anni di precariato, ma poi non stabilisce né criteri , né precisa il numero di posti messi a concorso, né tanto meno la copertura finanziaria per la messa a disposizione di qualche posto da docente a tmpo indeterminato.
Inoltre in questo modo, con i privati nei Cda e con la totale riduzione delle risorse per la ricerca si costringe quest’ultima a quei temi che fruttano soldi e si va verso un progressivo esaurimento della ricerca di base, da sempre motore del progresso umano, progresso inteso come risposta a bisogni e non come profitto o espansione dei mercati.
Anche se è certo che le migliaia di studenti e di studentesse che hanno messo in pratica azioni dirette come il blocco di stazioni, autostrade e cortei serllvaggi oltre alle occupazioni in lungo e largo per la penisola non hanno ancora messo in pratica un dibattito collettivo e orizzontale sulle questioni della riforma e di come costruire l’università che vogliamo, è altrettanto chiaro come da subito tutti e tutte abbiamo percepito alcuni meccanismi che di fatto segneranno in modo inreversibile il nostro domani. Partendo dalla possibilità di apprendere al fine di sviluppare sapere critico e non di essere merce lavoro appetibile per questo o quel padrone, passando per la volontà di colpire i più deboli da parte dei governanti quando si attraversano crisi capitalistiche come quella ancora in corso e giungendo ad un pressochè totale smantellamento di un’università accessibile a tutti/e, si soo susseguite le proteste e sono iniziate nuove lotte.
Chi se non noi soggetti che vivono l’università uniti agli altri soggetti power less dell’università come della società possono rispondere ai propri bisogni e conquistare diritti!
Per questo risulta sempre più importante intraprendere percorsi attraverso l’unione di più soggetti, nele università, ad esempio, risulta centrale l’unione con i precari e i lavoratori dei servizi al fine di opporre agli interessi dei baroni, che applicano di fatto le scelte governative nei contesti locali i bisogni e i diritti di tutte e tutti.

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