Kronstadt

Foglio anarchico e libertario del gruppo Kronstadt Toscano

Archivio per novembre, 2010

MOBILITAZIONE ANTIFASCISTA A BRESCIA

Pubblicato da marcello il 15 - novembre - 2010

MOBILITAZIONE ANTIFASCISTA A BRESCIA
http://fuochidiresistenza.noblogs.org/?p=156

Il 13 novembre 2010 l’organizzazione neofascista Forza Nuova ha indetto una manifestazione nazionale, proprio a Brescia.
Dopo un periodo di crisi e sconfitte, i neofascisti hanno richiesto l’aiuto di tutti i loro camerati presenti sul territorio nazionale per
sfilare e cercare visibilità a Brescia.
Numerose sono le aggressioni di cui si sono resi colpevoli i membri di questo partito. Solo gli atti più noti:

  • nel 2004 a Bari 14 militanti vengono arrestati per una decina diaggressioni
  • nel 2006 a Brescia: molotov contro il Magazzino 47: imputati 5 fascisti di Fn
  • nel 2007 a Rimini tutti i militanti della locale sezione vengono arrestati con lâaccusa di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico
  • nel 2008 a Treviso 11 militanti vengono arrestati per associazione sovversiva
  • Non ultimo, nell’omicidio di Nicola Tommasoli, uno dei 4 accusati è risultato essere militante di Forza Nuova.

Il tentativo ultimo di questo gruppuscolo è quello di mascherare le loro posizioni razziste e xenofobe con affermazioni (solo quelle) apparentemente antagoniste e “sociali”. Tentativi, tra l’altro messi in campo dagli anni Settanta, sempre senza risultati. Forza Nuova, come ben sappiamo,  è solo l’espressione piùvolgare, misera e violenta di un fascismo divenuto ormai “normalità”, all’interno di una società dove i diritti e le sicurezze sociali sono sempre più minacciati dalla paura, dalla repressione e dagli interessi dei “poteri forti”.

Invitiamo tutte le realtà antifasciste alla mobilitazione il 13 novembre a Brescia.

Rete antifascista provinciale Brescia

Breve in vista delle mobilitazioni di novembre.

Erano presenti compagni di Vicenza, Milano, Novara, Bologna, Colleferro, Roma, Pisa, assenti giustificati Lecce e Catania in quanto erano alla manifestazione a Messina No Ponte.

La prima parte della discussione ha riguardato l’analisi sull’attuale fase politica, la crisi e le difficoltà attuali del movimento contro la guerra nel suo complesso, quindi si è valutato che per rilanciare le iniziative antimilitariste e contro la guerra, la scadenza del 4 novembre può essere una data opportuna per costruire una mobilitazione articolata, escludendo  quindi una manifestazione nazionale centrale che dovrà essere preparata in un futuro prossimo.

La nostra proposta di fare delle mobilitazioni interregionali  scegliendo le realtà più significative dove focalizzare le iniziative. Ad esempio a Novara per Piemonte, Lombardia, Triveneto e Liguria per il Nord; a Pisa/Livorno per Toscana, Emilia, Umbria e Marche; Roma per Abruzzo, Lazio, Sardegna, Campania, Molise e Puglie; Sigonella/Niscemi/Catania per Basilicata, Calabria e Sicilia.

Visto i tempi molto ristretti bisogna impegnarsi da subito per dare ampio risalto alle mobilitazioni che possono andare dal volantinaggio, ai presidi, alle carovane itineranti, alle vere e proprie manifestazioni.

I temi politici affrontati sono stati al primo punto Contro la guerra, gli armamenti e le fabbriche della Morte, al secondo punto i costi economici e sociali della (es. 3 milioni di € al giorno per le missioni Afghanistan oppure i 14 miliardi di € per il progetto del caccia-bombardiere atomico F-35 ecc.) queste tematiche vanno riprese nelle varie mobilitazioni. Terzo punto affrontato è stato quello contro la propaganda di regime sulla guerra ( iniziative programmate nelle scuole proposte da La Russa e Gelmini a favore del militarismo in generale), contro il silenzio e le mistificazioni dei media e contro il ruolo di Finmeccanica.

Altro tema è stato quello della necessità di dotarsi di un foglio di controinformazione i cui tempi di realizzazione saranno certamente più lunghi mentre pensiamo di potenziare il sito “Disarmiamoli” con interventi mirati.

Assemblea Permanente NO F-35

Per Info: info@nof35.org

Disoccupazione: +7% sul 2009, sfiorate le 39.000 unità

Pubblicato da marcello il 15 - novembre - 2010

Da Pisanotizie del 10/11/2010

Sfiora la pericolosa cifra dei 39.000 il numero dei disoccupati nella Provincia di Pisa registrati al 30 settembre scorso. Un tasso del +7,2% rispetto a quello del dicembre 2008, che non lascia intravedere grandi speranze di miglioramento in tempi brevi. In base ai dati forniti dai Centri per l’Impiego della Provincia di Pisa, illustrati ieri dall’assessora al Lavoro Anna Romei e dal presidente della Provincia Andrea Pieroni, nonostante ci sia stato un lieve aumento dei lavori stagionali, è proprio in quest’ambito che è aumentata anche la percentuale del lavoro nero. In crescita anche il numero delle persone che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione in deroga e straordinaria, con oltre 5000 lavoratori che entrano ed escono dalla cassa integrazione più volte.

E’ composto da 38.783 persone lo “stock” dei disoccupati e di quelli in cerca di prima occupazione che si sono rivolti ai Centri per l’Impiego di Pisa, Pontedera, Santa Croce e Volterra. Di questi 14.900 sono uomini e 23.883 donne, che solo a Pisa città raggiungono le 10.569 unità contro i 6.738 uomini. Un numero che è cresciuto con una media approssimativa di circa 800 unità per trimestre dal dicembre dello scorso anno. La fascia di età più colpita è senza dubbio quella tra i 35-44, con 10.756 persone, ma numeri significativi si registrano anche in quella leggermente più giovane, ossia tra i 26-34, con 9.520 e in quella leggermente più anziana – 45-54 – con 6.154 persone. Gli iscritti nelle liste di mobilità sono invece 4.605, distribuiti in modo piuttosto uniforme fra i centri di Pisa, Pontedera e Santa Croce.

Si registra un aumento delle assunzioni piuttosto considerevole rispetto agli ultimi mesi del 2009. Il numero totale dei lavoratori, riferiti alle comunicazioni di assunzione, è infatti di 43.789, di cui 13.285 assunti con contratto somministrato, pari al 33,65%, mentre il restante 66% contiene una significativa percentuale, pari al 9,35%, assunta con contratti a tempo indeterminato.

Le cessazioni raggiungono quota 26.409, mentre un dato positivo è rappresentato dalle trasformazioni nel contratto da tempo determinato a tempo indeterminato, che nei primi 9 mesi del 2010 hanno coinvolto 2.171 persone.

“Una situazione che continua ad essere critica e preoccupante – ha dichiarato il presidente della Provincia Andrea Pieroni – il numero assoluto dei disoccupati è aumentato, e colpisce in particolar modo le donne, così come è in aumento il numero delle aziende che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione in deroga. Di fronte alle difficoltà produttive non ci sono netti segnali in controtendenza – ha proseguito  – e anche se c’è stato un incremento dei contratti a tempo indeterminato, non sono stati il frutto di una vera e propria ripresa”.

“Assistiamo ad una crisi economica-occupazionale che è diventata crisi sociale ed esistenziale – ha detto l’assessora Romei – Di fronte alla perdita di lavoro l’erosione della propria esistenza diventa tangibile. E’ anche per questo motivo che abbiamo proposto, qualche giorno fa, a chi ha perso il lavoro, di dedicarsi maggiormente alle attività di volontariato”.

TEL AVIV Abusi contro i prigionieri, la denuncia di due ong

Pubblicato da marcello il 15 - novembre - 2010

TEL AVIV Abusi contro i prigionieri, la denuncia di due ong.
«Sui palestinesi torture in stile Cia».
GERUSALEMME
Non siamo all’orrore di Abu Ghraib e neppure a quello di Guantanamo ma nel centro di interrogatorio e detenzione del servizio israeliano di sicurezza interna (Shin Bet) a Petah Tikva, vicino Tel Aviv, le torture fisiche e psicologiche a danno dei prigionieri palestinesi sarebbero sistematiche.
Ad affermarlo sono state ieri HaMoked e Betselem, storiche organizzazioni non governative (ong) israeliane impegnate nella tutela dei diritti umani.
Le due associazioni hanno raccolto le testimonianze di 121 palestinesi detenuti a Petah Tikva lo scorso anno.
A conferma delle denunce ci sono anche le dichiarazioni di due ebrei attivisti di estrema destra: Haim Perlman, accusato di aver assassinato arabi, e il suo complice. «Lo Shin Bet tortura fisicamente i detenuti durante gli interrogatori e poi li incatena nelle celle d’isolamento», è scritto nel rapporto (http://www.btselem.org/English/Publications/Summaries/201010_Kept_in_the_Dark.asp) diffuso dalle ong che sottolineano come «i maltrattamenti usati dagli agenti nei confronti dei detenuti palestinesi avvengono con il pieno sostegno delle autorità israeliane». Il centro dello Shin Bet a Petah Tikva ricorda il carcere segreto israeliano, divenuto poi noto con il numero «1391», chiuso qualche anno fa dopo che il giornalista di Haaretz Aviv Lavie ne rivelò l’esistenza.
Nel «1391» scomparvero per anni personaggi come lo sceicco Abdel Karim Obeid e l’ex comandante militare sciita Mustafa Dirani, sequestrati dall’esercito israeliano in Libano per ottenere informazioni su Ron Arad, pilota catturato in combattimento.
I detenuti, scrisse Aviv Lavie a proposito del carcere di massima sicurezza «1391», venivano tenuti bendati e ammanettati in celle buie di 2,5×2,5 metri nelle quali era negato l’accesso alla Croce rossa internazionale.
A Petah Tikva la Cri riesce ad entrare, ma le condizioni di vita dei detenuti sono dure, scrivono Betselem e HaMoked entrate in possesso del rapporto (mai reso pubblico) del procuratore Naama Feuchtwanger seguito alla visita, il 31 marzo 2009, nel centro di detenzione fatta da due ispettori ministeriali.
Significativo che dal 2001 a oggi il ministero della giustizia israeliano non abbia aperto alcuna inchiesta sui 265 casi di torture e abusi denunciati dai prigionieri.
Appena due giorni fa due minorenni palestinesi arrestati a luglio avevano riferito che agenti dello Shin Bet avevano urinato loro addosso e di essere stati costretti a bere l’acqua sporca delle toilette.
A Petah Tikva i maltrattamenti – nel 9% dei casi, si tratta di vere e proprie torture – comincerebbero già al momento dell’arresto e andrebbero avanti durante tutta la detenzione, con gli agenti dello Shin Bet che seguirebbero i manuali degli interrogatori in uso alla Cia negli anni ’60. I 121 testimoni hanno riferito di essere stati arrestati di notte e di aver subito violenze già durante il tragitto verso Petah Tikva.
Nel centro sono stati sistemati in celle minuscole dove a stento entra un materasso, senza finestre, con soffitti bassi, con la luce artificiale tenuta accesa sempre, anche durante la notte, in condizioni igieniche spaventose.
Il 35% dei testimoni ha raccontato di essere rimasto senza un cambio di biancheria per lunghi periodi.
Qaysar Diq, 24 anni del villaggio di al Diq (Nablus), è rimasto con gli stessi pantaloni e la stessa maglia per 65 giorni.
Il 78% ha denunciato di aver trascorso lunghi periodi in isolamento, in alcuni casi anche due mesi.
Durante gli interrogatori i detenuti sono costretti a rimanere seduti per ore in posizioni scomode e dolorose su sedie ancorate al pavimento e con le mani legate allo schienale.
Nel 36% dei casi, le minacce di ritorsioni contro i familiari sono state usate a scopo intimidatorio.
Una donna di 63 anni, Rabea Said, sarebbe stata portata a Petah Tikva e interrogata affinché i suoi figli detenuti potessero vederla umiliata e insultata, prima di essere rilasciata senza alcuna accusa.
HaMoked e Betselem hanno accertato gravi abusi fisici nel 10% dei casi, compiuti attraverso la sistematica privazione del sonno e il poco cibo, allo scopo di fiaccare e rendere privo di volontà il detenuto, proprio come suggeriva la Cia nei suoi vecchi manuali concepiti per l’America Latina.

Da “il manifesto” del 03/11/2010

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Kronstadt Anarchico Toscano è un coordinamento di gruppi anarchici a Pisa, Siena, Volterra e Firenze. Le sedi principali sono a Pisa (vicolo del Tidi 20) e Volterra.

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