Foglio anarchico e libertario del gruppo Kronstadt Toscano

Rivolte

Da Ponte Galeria – Roma a Bari-Palese, da Corso Brunelleschi a Torino a Via Corelli a Milano, come in tutte le altre prigioni per “senza documenti” d’italia e della “Fortezza Europea”(1), donne  e uomini migranti continuano a subire pestaggi, deportazioni e violenze di ogni tipo da parte delle forze repressive, per il loro insopprimibile desiderio di liberta’ e giustizia che si concretizza in rivolte ed evasioni che affermano vita e dignita’. Così come si ripetono drammatici, disperati atti di autolesionismo nei non-luoghi dell’istituzione totale.

In varie città italiane il movimento antirazzista e ii gruppi  libertari si stanno opponendo con la mobilitazione diretta contro i CIE, per la  chiusura di quelli esistenti e per fermare la realizzazione di ulteriori mostruosità. In Toscana – a Firenze, Livorno, Prato, Seravezza, Volterra … – negli ultimi tempi vi sono staTe varie iniziative anarchiche, e di altre forze antagoniste, con presidi e mostre di controinformazione contro la scellerata intenzione da parte della Regione Toscana di relizzare di concerto con il ministro leghista Maroni un campo d’internamento – o più campi di dimensioni “ridotte” – , la lotta continua …

La barbarie concentrazionaria e antiumana dei lager per immigrati edificati dal sistema dominante  in tutta Europa e sulle coste del Magreb,  si riproduce quotidianamente. Contro la “banalità del male”(2) per dirla con  Hannah Arendt, e’ necessario ed urgente che cresca sempre piu’ una radicata ed estesa opposizione sociale e culturale che unisca nativi e immigrati. Per opporsi alla “democrazia” ultra-autoritaria e alle sue pratiche fasciste, per la libertà per tutte e tutti, per il totale smantellamento dei campi di concentramento per poveri ed emarginati, per i senza diritti umani, solidarizzando fattivamente con le loro ribellioni!

Dietro i lustrini mediatici e spettacolari delle società iper-tecnologiche tardocapitalistiche sempre più in crisi e decadenti, che potremmo definire post-liberali, avanza la violenza classista e statal-poliziesca delle elites al potere, vere e proprie gangs affaristico-criminali  e dei loro  apparati per la repressione preventiva. le classi subalterne oscillano fra fiammate semi-insorgenti (la Grecia) e una opposizione sociale frammentata e spesso atomizzata (Italia).

generalmente l’angoscia esistenziale, la rabbia e purtroppo pure la xenofobia e il revanscismo razzista  crescono fra classi lavoratrici  sempre più depredate, irreggimentate e spesso incarognite nei confronti dello “straniero”!

Le immigrate e gli immigrati sono il capro espiatorio preferito dall’ordine costituito  per dirottare il malcontento e le paure popolari e continuare a sfruttare e comandare su un “uman carname” che vogliono diviso e fratricida, dove  lo “straniero” sia costretto a subire ogni nefandezza in una condizione da reietto.

I tempi che viviamo sono tempi in cui imperversa la necrofilia del potere: la pulsione di morte, la pulsione verso ciò che è privo di vita! la vita ridotta a cosa da mercificare e annientare! esseri umani provenienti dai tanti sud del mondo trattati come statistiche senza volto da controllare,  internare e utilizzare secondo i violenti,  freddi e biechi meccanismi del profitto e dell’autorità.

All’inizio dell’epoca fascista il filosofo walter benjamin scrisse:”e’solo a favore dei disperati che ci e’ data la speranza”(3). il contesto è diverso eppure certe abominevoli pratiche e logiche di potere si ripresentano drammaticamente…le parole di benjamin di una speranza universale di riscatto ed emancipazione mediante il condividere e sostenere la resistenza dei dannati della terra risultano assai  profonde e attuali.

Contro l’attuale dominio capitalistico globale l’affermazione della vita, “biofilia”(4), E’ una speranza da realizzare giorno per giorno mediante l’estendersi di una lotta sociale ed umana per un mondo nuovo, che fin da ora SIA sentito e concepito senza confini fisicI e mentali, senza prigioni di cemento e filo spinato, senza dIscriminazioni e diseguaglianze sociali, per delle esistenze associate basate sulla solidarietà e il rispetto fra liberi ed uguali a tutte le latitudini!

Il grido di rivolta che riecheggia da dentro i “moderni e democratici” lager di stato e’ il grido di spartaco (5) che si leva nel terzo millennio…

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Note.

(1)Sui Lager-CIE, Centri di Identificazione ed Espulsione, si veda: Macerie, HTTP:// WWW.AUTISTICI.ORG/MACERIE/  e sulle politiche razziste e concentrazionarie dell’ Unione Europea e dei vari stati si veda: Fortress Europe, http://FORTRESSEUROPE.BLOGSPOT.COM/

(2) H. Arendt, La banalità del male, Feltrinelli, 2001

(3)Walter Benjamin, Angelus Novus, Einaudi, 2001 e si veda anche H. Marcuse, L’uomo a una dimensione, Einaudi, 1967
(4)E. Fromm, psicoanalisi dell’amore. Necrofilia e biofilia nell’uomo, Newton Compton, 1971

(5) Vedi: H. Fast, Spartacus, Tropea, 2007 e l’omonimo film di Stanley Kubrick del  1960