Kronstadt

Foglio anarchico e libertario del gruppo Kronstadt Toscano

“Le Cravatte Nere”, storie degli anarchici a Volterra

Pubblicato da gianluca.caputo il 17 - giugno - 2010

Un intervento del volterrano Duccio Benvenuti sul suo libro “Cravatte nere, Storie degli anarchici a Volterra”. Libro presentato alla Festa Anarchica organizzata dal Kronstadt  Toscano  nelle vicinanze di Volterra a marzo.

Volterra città anarchica. Un invenzione letteraria o un dato storico antropologico?

Parte da questo non trascurabile dettaglio la redazione di “Cravatte nere, Storie degli anarchici a Volterra” edito da Distillerie, tentativo di riordino storico di molte vicende volterrane, spesso provenienti dalla tradizione orale quindi prossime all’oblio, che hanno gli anarchici come protagonisti. Le rivolte del primo Ottocento, l’associazionismo della Volterra post unitaria, i moti alabastrini. Le vicende giudiziarie dei grandi processi dell’inizio del Novecento, l’anticlericalismo, il pacifismo degli anni della Prima Guerra Mondiale, l’arditismo anti-fascista, la solidità degli anni bui, le carceri, gli esili, la Liberazione. Ma anche i raduni gremiti, le merende, le evasioni rocambolesche, gli scultori, la solidarietà, la cospirazione, le osterie, le botteghe, le partenze e i ritorni.

Volterra città anarchica sicuramente suo malgrado, incastrata fra il suo dna di città dedita alla lavorazione degli alabastri, professione alquanto comune fino ad anni recenti e viatico di passione civile, spirito libero, laicità intellettuale, e di città fortezza, città degli esili delle carceri, dei manicomi.

Già lo scultore Mino Trafeli ritrovava quella spinta ideale nella sua formazione nel ricordo della militanza nella bottega del padre in via del Mandorlo, covo dei libertari  anche negli anni bui del fascismo. E Carlo Cassola stesso ricordava i pessimi bracieri per riscaldare le botteghe del Borgo San Giusto dove ci si radunava fra sovversivi nei tardi anni trenta, come le osterie dense di fumo con le vedette per avvertire dell’arrivo dei fascisti, quasi fossero luoghi immaginari, luoghi dell’utopia, “come se si fosse stati nella casbah di un film con Jean Gabin” .

Non sono invece momenti e luoghi casuali, scontati, o immaginari. Hanno nomi e cognomi visi e motivazioni. Sono le storie di Cornelio e Delard,  Lorenzo Bagnolesi, Adamo Pasquinelli, Pietro Gori, Giuseppe e Cesare Ernesto Bernardeschi, Cesare Batacchi, Carlo Gattini, Umberto Pasella, Edon Benvenuti, Guelfo Guelfi, Pasquale Nardini, Errico Malatesta, Ettore Rosi, Dino Chierici, Oscar Scarselli, Piero Bulleri, Luigi Fanucci, Gino Fantozzi, Carlo Benvenuti, Ettore Bianchi, Tito Raccolti, Mario Colivicchi, Alberto Vestri, Umberto Raspi, Gerardo Girardi.

Sono le storie degli alabastrai ribelli, dei reclusi al Maschio, degli avvocati idealisti, dei cittadini onesti e convinti della necessità del miglioramento sociale e politico. Sono le storie volterrane dell’utopia, dell’impegno, della scossa libertaria che non muore mai.

Il volume è arricchito da una introduzione di Pietro Masiello, storico dell’anarchismo e redattore di Libertaria, e dalle illustrazioni di Alessio Marolda.

Duccio Benvenuti

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Kronstadt Anarchico Toscano è un coordinamento di gruppi anarchici a Pisa, Siena, Volterra e Firenze. Le sedi principali sono a Pisa (vicolo del Tidi 20) e Volterra.

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