Foglio anarchico e libertario del gruppo Kronstadt Toscano

Il movimento anarchico russo

Michail è un compagno russo della regione di Mosca che è intervenuto alla festa anarchica organizzata in marzo a Volterra dal Kronstadt per parlare dell’attuale situazione del movimento anarchico e libertario in Russia e in particolare della pesante repressione che c’è in quel paese sia da parte dello stato che da parte di organizzazioni neonaziste. Una situazione non solo di provocazione ma anche di aggressione fisica con numerosi omicidi.

Ecco la traduzione diretta dell’intervento realizzata dal compagno Pietro Masiello di Libertaria.

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“Il movimento anarchico russo è molto diverso da quello italiano, si può parlare di una rinascita costitutiva da una ventina d’anni a questa parte, ma è un movimento che si caratterizza per una età media molto bassa dei suoi militanti anche per un ricambio molto frequente.

Il movimento anarchico in Russia ha ripreso un’attività pubblica anche con pubblicazione di opuscoli e testi a partire dalla metà degli anni ottanta, dal periodo della Perestroika gorbacioviana. Nei cinquant’anni precedenti c’è stata la distruzione fisica , vera e propria, dei suoi militanti.

L’inizio del movimento è legato ad una generale ripresa dell’attività a livello sociale, a livello di base, un po’ in tutta la Russia.

A partire dall’epoca di Eltsin il generale impoverimento che c’è stato nella Federazione Russa unito anche ad una ritrosia, di eredità sovietica, all’impegno di base, alla militanza in prima persona, a fatto sì che ci fosse una ricaduta in termini di diminuzione dell’intensità dell’attività politica rispetto al periodo della Perestroika.

All’inizio degli anni novanta c’era ancora una parvenza di democrazia in Russia, c’era una opposizione, c’erano organizzazioni sindacali, tutto ciò è venuto degradandosi con l’arrivo dell’era del regime di Putin. Il regime di Putin ha sfruttato la terribile guerra in Cecenia e l’attività terroristica – che spesso si è rivelata essere una falsa attività di gruppi terroristici, nel senso che era organizzata dallo stato stesso, cosa che purtroppo conosciamo bene anche in altri parti del mondo – per comprimere sempre più le libertà civili e politiche in Russia fino a situazioni in cui in varie realtà locali non ci sono nemmeno più le elezioni per la costituzione di organismi rappresentativi locali, ma vengono nominati direttamente dal governo stesso.

Ma negli ultimi 10-15 anni c’è stata una crescita, una ripresa del movimento anarchico in particolare in settori come quello delle battaglie contro le brutalità delle forze di polizia o le battaglie contro gli scempi urbanistici e quindi sistematiche battaglie ecologiche.

Il regime di Putin si basa sulla corruzione degli apparati amministrativi e, come nel passato regime, sull’utilizzo delle forze di polizia che si abbandonano a brutalità di vario tipo.

Uno dei più gravi problemi in Russia negli ultimi anni è la crescita esponenziale di movimenti nazionalisti ed esplicitamente fascisti e nazisti, che non si limitano più solo ad attività di propaganda o nell’organizzare manifestazioni ma si arriva ad una vera e propria aggressione fisica e all’omicidio, non solo di militanti del movimento antifascista e del movimento anarchico, c’è una vera e propria caccia all’immigrato anche in Russia da parte di questi gruppi.

Come cifre siamo a centinaia e centinaia di attacchi a immigrati, persone di colore, e contro i militanti della sinistra anarchici e antifascisti.

Di fatto una sinistra con tradizione democratica non c’è e il Partito Comunista Russo è una forza che è difficile definire di sinistra perché ha dei connotati nazionalisti e retrogradi tali da far sì che gli anarchici e libertari russi si ritrovano da soli ad essere l’unica reale forza di opposizione.

Il movimento di opposizione è dunque costituito da anarchici e da una rete libertaria di realtà sociali: dai punk ai red skin, le loro attività si concentrano in battaglie ecologiche, in occupazioni di case e in altre situazioni di antagonismo.

Non si deve pensare che lo scontro fra anarchici/antifascisti e i gruppi neonazisti sia una battaglia fra sottoculture e non sono occasionali gli attacchi e le aggressioni che i neonazisti russi fanno nei confronti degli antifascisti, c’è un progetto mirato ad aggredire i compagni in situazioni in cui si stanno organizzando per campi di battaglia ecologica oppure per iniziative di sostegno agli homeless, sono attacchi mirati , c’è un progetto per impedire, per bloccare l’attività del movimento.

Si colpiscono anche avvocati, giornalisti che s’impegnano nella difesa degli antifascisti o che si sono battuti contro la guerra, in difesa delle vittime della guerra, ed è difficile non pensare ad un collegamento con l’attività repressiva dello stato. C’è una recrudescenza di una vera e propria attività terroristica da parte dei neonazisti russi.

E mentre da un lato vengono ostacolate le iniziative, le manifestazioni degli anarchici, dall’altro lo stato organizza delle feste collegate alla concezione nazionalistica di Putin, in cui si dà spazio per poter manifestare a questi gruppi di estrema destra.

E’ fondamentale in questa situazione di repressione del movimento anarchico russo, avere una serie d’ iniziative di sostegno al di fuori della Russia, abbiamo rapporti con organizzazioni in Francia e in Germania, grazie ai quali non solo si organizzano manifestazioni in solidarietà, ma sono stati organizzati anche dei tour di compagni anarchici e antifascisti russi che hanno effettuato delle conferenze in cui è stata spiegata la situazione del movimento.

E importante a livello internazionale fare pressioni sullo stato russo utilizzando anche certi media affinché diminuisca l’ aggressione sui compagni. Auspico che si intensifichi questa campagna di solidarietà internazionalista.

Gli anarchici russi continuano a svolgere attività e manifestazioni nella pesantezza di una situazione in cui si accoppiano le aggressioni nazifasciste con la repressione statale, le manifestazioni anarchiche sono sistematicamente considerate dal potere illegali, non vengono permesse, ma il movimento continua a farle, va avanti.

Esiste ed è disponibile un video-documentario-fiction auto-prodotto sulla repressione e le aggressioni neonaziste in Russia, che ovviamente non è proiettato nelle sale ufficiali, come è successo in Italia con un film/verità sul fascismo italiano( il riferimento dovrebbe essere a Fascist Legacy ).”

A questo punto ci sono state domande a Micha su: la situazione dell’anarchismo negli altri paesi ex sovietici(1); l’utilizzo da parte del movimento anarchico della rete internet in Russia(2); il legame fra i gruppi attuali e il movimento libertario storico in Russia e l’esistenza di una documentazione storica.(3)

“(1)Le altre repubbliche ex sovietiche in cui è attivo il movimento anarchico sono l’Ucraina, la Bielorussia e i paesi baltici, in questi paesi i compagni sono attivi nel mondo del lavoro, nelle battaglie per la casa e nelle battaglie ecologiche. Ci sono però delle differenza perché in Ucraina bene o male le elezioni ci sono, in Bielorussia e Russia di fatto no.

Nelle repubbliche ex sovietiche non esistono organizzazioni sindacali reali, ci sono sindacati ufficiali che sono sindacati di stato. I sindacati veri, di base, hanno una forza limitata. Comunque cresce la rabbia della gente per il sistema statale estremamente corrotto, però il livello di conflittualità è basso.

(2)In Russia l’accesso a internet è libero, non ci sono restrizioni come in Iran e Cina, però la repressione statale utilizza i contenuti di internet per colpire i compagni. Ci sono stati compagni che hanno avuto conseguenze legali per aver pubblicato sui loro blog denunce delle brutalità poliziesche. Comunque dalla Russia verso l’esterno si può utilizzare questo mezzo per farsi conoscere. Per maggiore sicurezza si utilizzano dei server che sono in Germania o in USA.

Purtroppo tutto ciò viene fatto anche dai gruppi neonazisti, per avere con server all’estero una maggiore agibilità.

(3)Nei primi anni novanta ho conosciuto quattro compagni che erano molto giovani negli anni venti e che erano sopravvissuti alla repressione sovietica. C’è una qualche traccia di gruppi anarchici che nel tempo, tra estreme difficoltà, hanno mantenuto un legame con gli anarchici repressi negli anni trenta, cinquanta, ma in verità rispetto al movimento anarchico in Russia quello di cui possiamo parlare è quello che c’è stato dagli anni ottanta in poi.

Purtroppo la maggior parte della documentazione storica è ancora negli archivi del KGB ma comunque ci sono ricerche in corso.

Ho scritto un articolo per Libertaria, sulla base di ricerche che ho fatto, su Francesco Ghezzi, compagno anarchico italiano che è finito in un gulag sovietico. C’è un lavoro di ricerca che è stato fatto in Inghilterra , c’è del materiale inglese sugli anarchici russi in epoca sovietica.”