Foglio anarchico e libertario del gruppo Kronstadt Toscano

Brevettare la vita? No. (Scienza e anarchia)

Si discute spesso sia in campo accademico che tra amici e conoscenti dei benefici che la “scienza medica” apporta e apporterà alla vita umana. Le virgolette indicano che il termine scienza poco calza alla medicina che è piuttosto un insieme di discipline scientifiche, già “autosufficienti” (come biologia, fisiologia, patologia, genetica, biochimica, ecc) collegato a discipline tecniche (semiotica, metodologie cliniche, chirurgia, ecc) che assieme si occupano della salute umana con prevenzione e cura delle malattie. A prescindere dell’efficacia delle cure,   una problematica oscura si para davanti ai nostri occhi: l’uso e l’abuso delle tecnologie biomediche.

Le ultime e più importanti scoperte in questo campo sono state: l’identificazione del genoma umano(1) ovvero  la esatta determinazione della sequenza delle coppie che formano il DNA, una lunga catena di informazioni della vita basata su una sequenza di quattro basi azotate, la mappatura di “tutti” i geni umani e la possibilità di clonazione della vita(2) ovvero la creazione o meglio la riproduzione genica esatta di un essere vivente.

La possibilità di ricombinare il DNA con le tecniche dell’ingegneria genetica ha aperto nuovi scenari; dai più plausibili: la cura dell’uomo, ai più controversi: la creazione di prodotti transgenici, la creazione di organismi geneticamente manipolati, la clonazione di un intero mammifero (ad esempio la pecora Dolly), la possibile clonazione umana.

Non mi soffermerò su questi argomenti, ad esmpio: OGM, gli xenotrapianti o l’utilizzo delle cellule staminali ma parlerò brevemente della preoccupazione, più che altro etica, della brevettabilità della vita.

Il brevetto è un “atto giuridico” con cui viene data la possibilità di avere un monopolio di sfruttamento della scoperta o dell’invenzione per un prefissato periodo di tempo, al fine di impedire ad altri di utilizzare, produrre o vendere la scoperta.

In campo medico-biotecnologico il brevetto non viene assegnato ad una scoperta bensì ad una invenzione biotecnologica ad esempio a geni, molecole ecc teoricamente non presenti in natura.  La “logica”, tutta capitalista, di questi brevetti ha permesso alle grandi industrie biotecnologiche e farmaceutiche di brevettare loro “creature” alla stregua di un qualsiasi prodotto commerciale. Si è di fatto creata una vera e propria oligarchia delle multinazionali che controllano non solo la distribuzione delle risorse ma anche la divulgazione delle conoscenze e infatti, per dirla con Vandana Shiva: “l’universalizzazione dei brevetti, estesi a tutti i campi (vivente compreso), ha causato l’invasione delle nostre foreste e fattorie, delle nostre cucine e dei nostri giardini da parte dei brevetti.
Questi, infatti, vengono ora concessi non solo sulle macchine, bensì anche sul vivente nelle sue forme più svariate; non solo sulle nuove invenzioni, dunque, bensì anche sul sapere dei nostri antenati.
(3).

Fino a poco tempo fa, esistevano delle tutele minime, anche se controverse, che impedivano alla vita, di per sé, di esser brevettata. Dai TRIPS(4) (Trade-Related Aspects of Intellectual Property Rights) siglati al termine dell’Uruguay Round ed entrati in vigore nel 1995 ad alcune direttive europee che vietavano: a) la clonazione umana per produrre organi di ricambio; b) la manipolazione del gene umano a fini non terapeutici; c) i procedimenti di modificazione dell’identità genetica degli animali. A partire dal 2000 sia la UE che gli USA hanno varato direttive che  ammettono la brevettabilità del materiale genetico (animale, vegetale o umano) se isolato dal suo contesto naturale con processi finalizzati alla produzione.

Le maglie delle tutele sono diventate, quindi, sempre più larghe, con un conseguente intensificazione della brevettabilità, e hanno permesso alle multinazionali biotecnologiche di diventare sempre più potenti e hanno, inoltre, in media suddiviso gli scienziati in due schieramenti: quelli, proni al capitale, che credono che la brevettabilità del materiale umano possa essere un nuovo impulso alla ricerca biologica con un conseguente sviluppo di nuovi settori produttivi, altri invece la considerano un fattore che può limitare la ricerca per la segretezza che circonderebbe l’oggetto di un brevetto.

Alla luce della mappatura genomica e delle miglia di brevetti di geni la legislazione è diventata obsoleta soprattutto sulla possibilità di brevettare i geni umani. Una recente sentenza statunitense ha messo in crisi la possibilità di brevettare “qualsiasi cosa” in ambito biotecnologico(5). Il brevetto deve avere diversi requisiti tra cui: a) non può essere un prodotto naturale (ad esempio acqua), b) il nuovo materiale deve essere marcatamente differente dal materiale da cui ha origine.

La sentenza del giudice newyorkese “se fosse confermata e applicata alla produzione di software, all’industria discografica e cinematografica indebolirebbe il regime della proprietà intellettuale(5).

Come anarchico, non posso che rigettare la brevettabilità, che accentua il gap socioeconomico tra paesi, confermando che il patrimonio genetico è una risorsa non rinnovabile e fondamentale per tutta l’umanità. Nessuno ha il diritto di appropriarsene in esclusiva. La brevettabilità della vita è eticamente e politicamente inaccettabile.

Per estensione nessun brevetto è giusto.

Noi siamo per una scienza libera, per una libera diffusione dei saperi e concordando con Feyerabend propugniamo una felice anarchia della conoscenza(6).

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Riferimenti

(1) vedi ad esempio ad un livello introduttivo Cristina Serra, Il progetto genoma umano, CUEN 2000 oppure ad un livello universitario William M. Gelbart, Anthony Griffiths, Richard C. Lewontin, Jeffrey H. Miller, David T. Suzki, Susan R. Wessler, Genetica. Principi di analisi formale, Zanichelli 2006

(2) vedi ad esempio ad un livello introduttivo Richard Dawkins, Il gene egoista, Mondadori 1989 oppure ad un livello universitario Bruce Alberts, Danny Bray, Julian Lewis, Martin Raff, Keith Roberts, James D. Watson, Biologia molecolare della cellula, Zanichelli 1996

(3) Vandana Shiva, Il mondo sotto brevetto, Feltrinelli 2002

(4) Roberto Menegalli, Criminalize biopiracy, gennaio 2000 tratto dal sito http://www.ecn.org/agp/ogm/trips.htm

(5) Domenico Lambertini, La libertà dei geni, il manifesto, 21 maggio 2010

(6) Paul K. Feyerabend, Contro il metodo. Abbozzo di una teoria anarchica della conoscenza, Feltrinelli 1979

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