Foglio anarchico e libertario del gruppo Kronstadt Toscano

Commento della Federazione Studenti Libertari sul contro-vertice dei ministri dell’educazione europea

Dal 8 al 14 aprile si è tenuto a Madrid un vertice dei ministri dell’Educazione dei vari stati europei, uno dei primi incontri di una lunga serie che si terranno nella penisola iberica durante il semestre di presidenza spagnola del Consiglio dell’Unione Europea.

Sull’onda, emotiva più che politica, del Contro-vertice di Vienna del marzo precedente, in una situazione di organizzazione studentesca a dir poco desertica si è cercato di organizzare nella capitale spagnola un
evento “ispirato” a quello austriaco.
Purtroppo, esportare modelli ed immaginari in un territorio che manca di strutture, reti, conoscenze e pratiche di auto-organizzazione, è una operazione rischiosa, che corre il rischio di essere, oltre che auto-referenziale, soggetta a strumentalizzazioni e manipolazioni.
Quello che segue è un comunicato, tradotto, dei più duri e più autocritici diffusi in quei giorni durante il contro-vertice, da parte della sezione di Madrid della FEL – la Federazione Studenti Libertari.
La FEL è nell’università di Madrid, una struttura che seppur di dimensioni molto ridotte, cerca di portare avanti una proposta molto coerente da qualche anno a questa parte, e che nonostante le forti critiche che esprime, ha partecipato, almeno in un primo momento, alla costruzione e alla organizzazione del contro-vertice.
Perché leggere, perché tradurre, perché ripubblicare, un comunicato così localistico, perché interessarsi a quella che potrebbe essere una polemica interna riguardo ad un evento specifico? Perché i temi toccati nel comunicato della FEL hanno realmente un valore universale, i problemi che sollevano non solo non sono banali, ma sono comuni, li sentiamo in prima persona e sono questioni dominanti per chi vuole fare politica con un ottica libertaria e anarchica.

Perché è una esperienza, una problematica ed una proposta di soluzione, che esula dal contesto in cui è generata, supera le barriere delle differenze storiche e geografiche e parla anche di quel movimento, così massiccio, così intenso ma così breve ed evanescente, che prese il nome di Onda nell’autunno 2008 in Italia.

Lucha

** Per la Autorganizzazione Studentesca **

Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una nuova protesta studentesca, in questo caso in opposizione ad un vertice di ministri dell’educazione che si celebra in questi giorni a Madrid. Nuovamente si ripropongono le dinamiche degli anni passati: riunioni, occupazioni, cartelli, adesivi, manifestazioni… dinamiche che si
ripetono senza troppe analisi, il tempo che è sempre troppo poco, bisogna rapidamente arrivare. Pero arrivare a che? Verso dove camminiamo? Riunione dopo riunione si parla di assemblearismo, orizzontalità, autonomia, consenso… però sono parole che hanno perso significato.

Le assemblee si susseguono cercando di avanzare tra personalismi, interventi dalle cattedre, trame orientate al proselitismo, accordi che saltano al minimo cambio… però come possiamo aspettarci orizzontalità da collettivi gerarchici? Che autonomia potrà mai avere avere chi non può prendere le proprie decisioni ma che deve seguire un percorso deciso dall’altro? Dicono di lavorare a partire dall’autogestione, però parte del denaro proviene da sovvenzioni statali, si riempono la bocca con parole come azione diretta o disobbedienza, e alla prima  opportunità cominciano le trattative alle spalle degli altri. Consenso, altra bella parola il cui significato si affoga in un mare di applausi sordi.

E d’altra parte c’è il temuto “cosa vogliamo?”. La lotta contro l’applicazione di un nuovo piano educativo è di grande importanza però se ci fermiamo lì saremo sempre sulla difensiva ed in questo modo non potremo avanzare. Riconosciamo che le lotte contro i piani educativi nascono e muoiono, però pensiamo che devono persistere le strutture assembleari realmente orizzontali, che si occupino dei molti temi che toccano direttamente agli studenti, lontani dal delegazionismo. Noi non vogliamo che ci sentano, e neanche che ci ascoltino, vogliamo decidere e gestire il nostro futuro ed il nostro presente collettivamente.

NON VOGLIAMO NÉ NECESSITANO LEADERS STUDENTESCHI

L’originale: http://www.otromadrid.org/articulo/9671/autoorganizacion-estudiantil/