Foglio anarchico e libertario del gruppo Kronstadt Toscano

Resoconto Festa Anarchica (a Volterra)

Svoltasi nelle vicinanze di Volterra il 27 marzo, la festa anarchica organizzata dal Kronstadt Toscano ha visto la partecipazione di circa 200 persone.

Va detto che il convegno/dibattito del pomeriggio è stato piuttosto partecipato.

Sono intervenuti Pietro Masiello della redazione di Libertaria – nipote di Piero Bulleri  partigiano anarchico volterrano – che ha introdotto il libro di Duccio Benvenuti: “Le cravatte nere. Storie degli anarchici a Volterra”. Sono state sottolineate le caratteristiche particolari dell’anarchismo storico volterrano – dalla fine dell’Ottocento alla Resistenza e oltre – legato strettamente al mondo degli artigiani dell’alabastro.

Si è sviluppato un coinvolgente racconto fatto di storie di spiriti liberi che si sono battuti con coraggio contro autorità oppressive, padroni e fascisti per un mondo migliore. Il sentire comune nella discussione è stato questo: riaccendere la memoria è importante per alimentare una ragione critica e appassionata nel presente alfine di poter lottare e progettare meglio contro le attuali ingiustizie e barbarie.

Allo stesso modo si è sviluppato l’approfondito e stimolante intervento di Gigi Di Lembo che – soffermandosi in particolare sull’anarchismo in Toscana – ha illustrato e analizzato il percorso entusiasmante quanto drammatico del movimento anarchico di lingua italiana dall’arditismo antifascista alla resistenza partigiana, passando per i tentativi anarchici di eliminazione del duce e la rivoluzione spagnola in cui gli stalinisti hanno contribuito vigliaccamente a soffocare l’esperienza sociale libertaria. Interessanti i passaggi sulla leggendaria “Banda dello Zoppo”, banda anarchica attiva nella zona fra Certaldo e Volterra a partire dall’insurrezione  di Firenze nel ‘21, insurrezione che si era estesa anche ad altre zone della Toscana.

Assai significativo quanto detto da Gigi ad un certo punto, più o meno questo: la terribile convergenza antilibertaria di fascismi, stalinismo e democrazia borghese non ce l’ha fatta comunque ad annientare il movimento anarchico, la storia è continuata e continua …

Alex, Luchino, Misha e il compagno che lo ha tradotto.

A seguire l’intervento di Luca del Kronstadt Anarchico Toscano – di recente tornato dal Messico – che ha analizzato le caratteristiche, le contraddizioni e le potenzialità degli odierni movimenti antisistemici messicani a fronte di una criminale repressione governativa e della spoliazione e devastazione dei territori realizzata dalle multinazionali. In particolare si è soffermato sulla rivolta di Oaxaca (2006) e i suoi sviluppi, rimarcandone certi elementi metodologici e ideali libertari basati sull’azione diretta e l’autogestione. E’ stato sottolineato il battagliero protagonismo di base delle comunità indios, indios che sono la gran parte della popolazione oaxaquegna, la più povera e quella alla quale vengono sistematicamente negati i diritti umani.

Infine è intervenuto il compagno  russo Misha che ha stigmatizzato la continua e brutale repressione statale esercitata sul movimento anarchico e libertario in Russia, colpito a più riprese  anche dallo squadrismo neonazista. Misha ha raccontato di come gli anarchici russi siano in prevalenza molto giovani e molto impegnati nelle battaglie antifasciste ed ecologiste, nelle lotte a fianco degli homeless e nelle occupazioni.

In serata, dopo una ottima cena sia per onnivori che per vegetariani, si è proseguito con canti anarchici e ribelli grazie alle chitarre di Davide, Donato & company .

Davide, Donato & company

La festa era dedicata ai compagni colpiti e imprigionati dalla repressione –Liberi Tutti! – parte del ricavato verrà utilizzato come cassa di resistenza.

KRONSTADT