Foglio anarchico e libertario del gruppo Kronstadt Toscano

L’università della Gelmini

Oggi, 10 novembre 2009, usciamo con questo volantino alla mensa universitaria di Pisa.

L’UNIVERSITA’ DELLA GELMINI:

TASSELLO DI UN SISTEMA  SEMPRE  PIU’ INTOLLERABILE

Il Disegno di Legge Gelmini sull’Università, approvato il 28 ottobre dal Consiglio dei Ministri, non tradisce di certo le attese. Ci si aspettava che il Disegno di Legge rispondesse essenzialmente alle politiche tagli e risparmi sull’istruzione dettati dal Ministro dell’Economia Giulio Tremonti per fare cassa ed infatti è così: sistema dell’accreditamento di tutti i corsi di laurea per evitare insegnamenti non necessari (sic!) che si tradurrà brutalmente in tagli alle facoltà e diminuzione dei fondi agli atenei. Ci si aspettava che il Disegno di Legge spalancasse ancora di più le porte ai capitalisti privati ed infatti nei Consigli di Amministrazione degli Atenei i “membri esterni” (leggi imprese private) saranno non meno del 40% del totale. Ci si aspettava una ulteriore omologazione dell’Università alle dispotiche e mercificanti leggi del mercato ed infatti al vertice della gerarchia burocratica si pone la figura del Direttore Generale concepito proprio come un manager di una azienda privata capitalistica.Ci si aspettava la totale precarizzazione dei Ricercatori ed infatti come nelle attese viene abolito per questa importante figura sociale il contratto a tempo indeterminato; quando la legge entrerà in vigore vi saranno solo contratti a tempo determinato di 3 anni rinnovabili una sola volta previa “valutazione” (leggi ricatto permanente).

Ed infine per gli studenti si istituisce, tramite i cosìddetti “prestiti d’onore” una sorta di indebitamento dei meritevoli al posto di una reale politica di sostegno allo studio.

L’ennesima nefasta riforma dell’Università si inserisce in un contesto di arretramento generale delle condizioni sociali delle classi subalterne, di svolta autoritaria e di imbarbarimento complessivo della società.

La stessa Ministra Gelmini, mentre ridisegna “così bene”  l’assetto degli atenei, procede a tagliare 150 mila posti di lavoro in 3 anni ed avvia l’altrettanto nefasto riordino delle scuole superiori.

Il Pubblico Impiego si appresta a divenire una specie di vero e proprio Regime Militare, grazie alla ormai vigente Riforma Brunetta.

Nelle fabbriche si continua a lottare per la sopravvivenza in una solitudine quasi totale: si sciopera, si occupano gli stabilimenti per strappare un brandello di lavoro a quei padroni che molto spesso usano la crisi come scusa per trasferire le produzioni dove il lavoro umano costa di meno.
Il Razzismo di Stato, coltivato per anni sia a destra che a “sinistra” (diciamo così per dire…), rinfocolato da una drammatica involuzione razzistica di ampi strati popolari, cresce sempre più provocando stragi e sofferenze immani quotidiane nella popolazione migrante.
Ma il delirio repressivo delle forze del dis/ordine colpisce ogni giorno di più anche gli indigeni, come dimostrano i sempre più frequenti italiani morti dopo esser passati sotto la “tutela” di poliziotti, carabinieri o guardie carcerarie: vedi i casi Aldrovandi, Bianzino, Lonzi, Cucchi, e altri ancora…A tutto ciò si aggiungano i rigurgiti neofascisti che attecchiscono nei quartieri delle città …

Tagli ai bisogni sociali, riduzione del livello culturale della società, impoverimento, precarietà come dimensione di vita e poi repressione, pestaggi, umiliazione per chi protesta o è un pò “diverso”.
Questa realtà non comincia con l’attuale governo reazionario e fascistoide  Berlusconi/Lega. E’ un ciclone che infuria da anni con un grande contributo della sinistra istituzionale e che in questa fase vede certamente una accelerazione.

Contro tutte le contro-riforme in atto, contro il peggioramento delle condizioni di vita di tutti i subalterni, contro un sistema sempre più intollerabile è necessario ricostruire un percorso collettivo quotidiano fatto di mobilitazione diretta e di protagonismo ideale e culturale antiautoritario e solidale, dal basso, fuori da ogni gabbia istituzionale.